DEI CONTI DI SAVOJA a.g fastello di GentiIli, senza lasciare da Bianca, figlia di Roberto lì duca di Borgogna, che lo avea sposato nel iSoy, e mancò nel 18 luglio i348, senonchè una figlia di nome Giovanna, la quale nel 1329 divenne moglie di Giovanni III duca dì Brettagna, e morì a Vincennes nel 29 luglio dell’anno i344. AIMONI. 1329. AIMONE, secondo figlio di Amedeo V e di Sibilla di Baugé, nato a’i5 dicembre 1294, succedette nel 1329, giusta le leggi del paese, ad Eduardo suo fratello nella contea di Savoja. Invano Giovanna di Savoja, figlia del conte Eduardo stesso e sposa di Giovanni 111 duca di Brettagna, spiegava il diritto di succedere al suo genitore. Gli siati di Savoja, ai quali essa s’indirizzò per sostenere questa sua pretensione, risposero a’di lei deputati col mezzo dell’arcivescovo di Tarentasia, che la consuetudine costantemente osservata fra loro escludeva dalla sovranità le figlie, finché esistevano maschi della famiglia regnante: Giovanna non insistè, ed il marito di essa osservò un profondo silenzio. Aimone pertanto rimasto pacifico possessore de’propri stati, non tardò ad intimar la guerra al delfino del Viennese Guigues Vili, dal quale varie cose pretendeva; e questi dal lato suo altre ne volea da lui, che non apparivano meno fondate, essendo le rispettive loro pretese così intralciate, che il re di Francia, dopo aver tenuti in tregua per due anni questi due principi, disperando di poterli raccomodare, non volle più immischiarsi nelle lor controversie. Ciascuno allora interessò i parenti e gli amici alla propria difesa, e si presero vicendevolmente l’un l’altro parecchie piazze. Però Guigues, mentre assediava il forte della Perriere, fu colpito da una balestrata, per cui nel giorno appresso, eh’era il 28 luglio «333, lasciava la vita. Quelli del Delfinato, a cui Guigues era assai caro, infuriati pella sua morte, forzarono allora la piazza e la raserò al suolo, dopo aver ¡sgozzata una parte della guarnigione. Umberto, fratello di Guigues, e che a lui doveva succedere, trovavasi alla corte di Napoli allorché ne intese la morte: ora Aimone non trasse profitto