DEI MARCHESI DI MONFERRATO a93 tare successivamente le armi. Con un ingegnoso stratagemma tolse loro nel i35t> la città d’Asti, non ostante gli sforzi ilie fecero per soccorrerla: egli fu egualmente felice nell’assalto della città d’Alba, e venne a capo di ribellare tutte le altre piazze del Piemonte che loro obbedivano. Per mantenersi poi contro i Visconti, strinse alleanza col conte di Savoia e colla città di Pavia, che tenevano pur allora bloccata. Dopo aver liberati i Pavesi, pigliò al suo servigio un corpo delle grandi compagnie di Francia, capitanato dal conte di Landò, il cui soccorso gli servì ad impadronirsi di Novara-, ma nel 1358 dovette restituire questa piazza e quella pure' di Alba in un’assemblea che tennesi agli 8 di giugno in Milano per la pacificazione della Lombardia, presenti gli ambasciatori dell’ imperator Carlo IV. Nel i3t>g si riaccendeva la guerra fra Galeazzo Visconti ed il nostro marchese nell’occasione seguente: Galeazzo, dando in moglie a Lionello figlio del re d’Inghilterra la propria figlia, aveale data in dote la città di Alba con altre piazze in Piemonte. Morto Lionello , Eduardo Spenser , già da lui istituito governatore di queste piazze, ricusò di restituirle, ed anzi pose ili rotta un’armata, che il duca di Milano avea spedita contro di lui. Siccome Spenser mancava di denaro, il marchese si recò à trovarlo con una borsa di ventisfimila fiorini d’oro, ed ottenne col prestargli sì fatta somma, che gli concedesse in pegno le piazze che si tratteneva. Il duca di Milano, fatto consapevole di tale trattato conchiuso a’27 ottobre i36(j, fe’subitamente entrare alcune genti nel Monferrato per darvi il guasto. 11 marchese dal lato suo, avendo preso Spenser ed i suoi inglesi al proprio soldo, si recò a dare il guasto al Novarese: se-nonehè trovandosi tale rinforzo inferiore al duca, aumentò novellamente il suo campo con un corpo di briganti capitanati dal conte Lucio, che pure stipendiò. Le ostilità fra questi due principi non cessarono senonchè alla morte del marchese, avvenuta, come prova il Muratori, fra il ¡4 ed il 20 marzo 1072. Avea egli sposate: i.° Cecilia vedova, giusta Oienhart, di Amanicu conte di Astarac e figlia di Bernardo VII conte di Comminges, dalla quale non gli nacque alcun figlio; '2.0 Esclarmonda, ovvero Elisabetta, figlia di Jacopo II re di Majorica, la quale lo rese padre di