346 CRONOLOGIA STORICA la città di Milano inviate avea il giorno appresso le chiavi al vincitore, il suo esempio fu seguito dalle altre città del ducato. Piacenza e Parma seguirono la stessa sorte : Francesco 1 affidava il governo dell’ultima al conte Francesco Torelli, che lo avea così bene servito. I soli castelli di Milano e Cremona fecero resistenza. Massimiliano, rinchiuso nel primo, potea difendersi a lungo; ma avendogli il contestabile di Borbone proposto di cedere alla Francia non solo la piazza, ma ancora tutto il ducato, mediante l’annua pensione di trentamila ducati d’oro, egli ebbe la viltà di acconsentire a cotali offerte. Per conseguente uscì dal castello a’ 5 ottobre per recarsi a passare vituperosamente in Francia il resto de’suoi giorni. Figli cessò di vivere a Parigi nel giugno i53o senza aver presa moglie, e fu seppellito ai Carmini. FRANCESCO I re di Francia. i5j5. FRANCESCO re di Francia restò per Io spazio di sei anni possessore del ducalo di Milano, del quale affidò ¡1 governo a Odetto di Lautrec; ma l’evento non giustificò la sua scelta. Questi alienava gli animi de’Milanesi colla durezza nella sua condotta, mentre le sue truppe lo facevano colla lor licenza. 11 pontefice Leone X, irritato anch’egli dell’alterigia dì questo governatore a di lui riguardo, conchiuse nell’8 maggio i52i con Carlo Quinto una lega contro i Francesi, nella quale presero parte molti principi d’Italia. Prospero Colonna, eletto generale del- do, se non vi hasta una volta, poiché il vi piace, lo farò senza numero, per compiere, benché indegno, il vostro volere e comando. Allora Bajardo prese la spada e disse: Sire, vaglia come se fosse qui Rolando od Oliviero, Goffredo o Baldovino suo fratello* Certo voi siete il primo principe che fosse mai cavaliere. Dio voglia che in guerra non prendiate la fuga, e poco dopo, in modo di giuoco, gridò alto collo spada nella man destra: Tu sei ben fortunata d’aver o°gi donato I’ ordine cavalleresco ad un sì valoroso e potente re. Senza dubbio, o mia buona spada, tu sarai molto bene custodita come reliquia e sopra tutte onorata*, ed io non ti porterò giammai se non contro i Turchi, Saraceni o Mauri*, e poi fece due salii, e li poseía nel fodero,,. Questa spada and» perduta.