CRONOLOGIA STORICA CORRADO. « • 1188. CORRADO, secondo figlio di Guglielmo il Vecchio, congiunse alla signoria di Tiro, che gli si era conferita nel 1187, il marchesato di Monferrato, dopo la morte del padre suo. Egli era fin d’allora già celebre, come vedemmo, per le grandi sue imprese, che ora non giova ripetere: aggiungeremo soltanto che la prima sua spedizione fu contro Cristiano arcivescovo di Magonza, cui l’imperatore Federico, dopo aver conchiusa la pace nel 1177 col pontefice Alessandro III, aveva lasciato in Italia con uti esercito. Questo prelato fattosi nel 1178 ad assediare Viterbo, ove l’antipapa Calisto erasi rifuggito, Corrado mosse in soccorso della piazza, chiamatovi dai nobili, e, fatto prigionièro il detto arcivescovo, lo trattenne per due anni nelle prigioni di Acquapendente, fino a che ebbe esborsato il proprio riscatto. Nel 1186 Corrado partiva alla volta d’O-riente, coll’intendimento di recarsi difilato a Gerusalemme, ma i venti lo spinsero a Costantinopoli, ove giunse in tempo che l’imperatore Isacco stava per essere balzato dal trono da Teodoro Branas, già salutato imperatore da un partito considerevole di ribelli. Già questi, signore della campagna, innoltravasi verso Costantinopoli col proponimento di assediarla; quando Isacco, maravigliato della venuta del marchese, lo ritenne seco per affezionarselo, gli die’in isposa Teodora sua sorella, col titolo di cesare e col comando delle sue truppe. Corrado avendole difilate in ordine di battaglia, si collocò -nel centro e mosse alla volta del nemico. Da che furono alla distanza opportuna, cominciarono le scaramuccie; ma verso il mezzogiorno avendo Corrado dato il segno della battaglia, ruppe l’armata dei ribelli al primo urto e la pose in ¡scompiglio. Inutilmente Branas tentava di arrestare i fuggitivi : nè la voce nè l’esempio di lui valsero a rassicurarli. Disperato di questa loro viltà, corse «gli stesso contro Corrado, e la morte di questo bravo guerriero avrebbe deciso della vittoria : lanciavagli il suo giavellotto, il quale non fé’ che sfiorargli una spalla: Corrado, impugnata a due mani la sua picca, gli ferisce il volto e lo rovescia da cavallo. Allora siccome Branas chie-