DEI RE D non lasciava intentato mezzo veruno onde secondare i successi delle di lui armate. Questo principe nel 14> col soccorso del papa, disfece interamente a Rocca-Secca nel ig maggio il proprio rivale; ma non seppe trarre da questo successo i vantaggi che avrebbe dovuto procurargli. Ladislao confessava che se il nemico avesselo inseguito nel di della battaglia, vi avrebbe fatto perdere la corona e la vita, ed aggiungeva che avendo differito tre giorni aveva-gli corona e vita conservate. Alla notizia di tale vittoria papa Giovanni XXI11 abban-aonavasi a trasporti eccessivi di gioia, non prevedendo nè le risorse del vinto nè gli sbagli del vincitore. Bentosto però disingannato pei nuovi progressi di Ladislao, citavalo con bolla del i5 agosto a comparire in sua presenza, personalmente , siccome eretico e come fautore dello scisma; e poco tempo dopo pubblicava una crociata contro di lui. Senonchè, l’anno 1412, Ladislao faceva la pace nel i5 giugno con questo pontefice, abbandonandogli il di lui competitore Gregorio XII, di cui fino allora aveva sostenuto gli interessi. Questa pace fu pubblicata nell’ ottobre seguente; però I NAPOLI 3gg siniscalco, il quale vedeva di mal occhio Luigi alla corte, inviò questo principe nel 1428 nella Calabria, che egli sottomise quasi tutta all’obbedienza della regina. Giovanna, nel 1433 stipulò un trattato secreto con Alfonso, col quale annullò l’adozione di Luigi, e rinnovò quella di lui. Questo pretendono gli au-» tori spagnuoli dietro il Zu-rita; ma AL Dupuy (Diritti del Re, c. 5, pag. 10) ha dimostrato la falsità di questo atto, sconosciuto nel secolo di Alfonso. Nel 14-^4 duca d’Anjou, che avea fissata la residenza in Calabria, marciava con un’armata, per ordine della regina contro Giannantonio degli Ursini, principe di Taranto. Alentre assediavalo nella di lui capitale, dopo avergli dato varie sconfitte, egli venne assalito dalla febbre nel novembre i434, e morì nel castello di Cosenza in Calabria, nel i5 di questo mese, senza lasciare figli da Alargherita, figlia di Amedeo Vili, primo duca di Savoja, da lui sposata nel 23 luglio i431. Questo principe, dice il Aluratori, fu pianto da tutti per le sue belle qualità, e soprattutti dalla regina Giovanna, che si penti de’cattivi trattamenti fattigli, tenendolo sì lungo tempo da lei lonta-