132 CRONOLOGIA STORICA cipio, (lenirò e fuori, un'orrenda carnificina. I prigionieri capuani e cartaginesi furono inviati a Roma c rinchiusi in prigioni, mentre i rimanenti abitatori vennero distribuiti nelle vicine città. Fabio passava poscia nel paese dei Sanniti, c devastatane la campagna, 'prendeva d'assalto le città di Compulteria, di Telesa, di Cossa, di Mela, di Fiesole, di Orbitano, di Blanda nella Basilicata e di Anca nella Puglia. Fu calcolato ben venticinquemila uomini uccisi o fatti prigionieri dai vincitori in questo paese, oltre a più di tre-centoscttanta fuggiaschi, i quali vennero presi e inviati a Roma, ove furono precipitati dalla rocca Tarpea, dopo essere stati battuti con verghe ( Tito Livio, Decade 3, 1. 4. c. 10). Nel 54a di Roma, mentre Annibaie stringeva d’assedio Taranto, i due consoli Appio Claudio Pulcher e Q. Flavio Fiacco, disegnavano stringer d’assedio Capua; e^iunti con due legioni ognuno nel paese dei Sanniti,-gettarono nei Capuani il terrore, sicché non avendo questi viveri di sorta, spedirono al generale cartagin^c che volesse loro somministrare vettovaglie, attesoché tutte le vie conducenti alla città loro erano chiuse dai Romani. Annibaie fece tosto ammassare tutto il grano che trovavasi nella Calabria, ed incaricò il suo luogotenente Annone di farlo trasportare a Capuà. Eseguiva questi l’ordine ricevuto; senonchc incontrato il convoglio dal console Fabio, succedeva così terribile scontro tra le truppe che lo scortavano ed i Romani, che questi ultimi ebbero duopo di tutta la fermezza ed il coraggio onde uscir vittoriosi : Ficit omnia perlitiax virtus, dice Tito Livio. Il campo cartaginese venne in poter dei Romani, dopo un combattimento nel quale uccisero più di seimila uomini, e ben settemila ne fecer prigioni; e ricupe-ravan di più tutto il bottino che Annone avea fatto sugli amici di Roma. I Capuani informarono tosto Annibaie, che ostinavasì ad assediare Taranto, di tanto rovescio; è che i consoli eransene tornati a Benevento, una sola giornata distante da Capua; e che presti a vedere i Romani sotto le loro mura, senza un pronto soccorso, la città cadrebbe in loro potere in minor tempo che fosse caduta Arpi. E questo era vero: i due consoli, fatti grandi magazzeni a Casilino ed all’imboccatura del Volturno, s’avvicinavano a Capua, disegnando stringerla d’assedio. Annibaie però avea a cuore