DEI CONTI E PRINCIPI DI CAPUA i6g sette mesi riuscì a scacciare Paldulfo da Napoli. Per garantirsi da un’altra disgrazia, simile alla già avvenutagli, fece egli innalzare la città d’Aversa, otto miglia distante da Napoli, e la popolò di nuovo, dandole per signore il conte Rainulfo con una guarnigione di valorosi Normanni, pronti a respingere gli attacchi dei principi di Capua. Ciò avveniva verso il io3o. Ora Paldulfo, scacciato da Napoli, esercitava la rapacità sua contro l’abazia di-Monte-Cassino, di cui insignorivasi in modoj, che l’abate, secondo Leone d’Ostia, non era che una specie di suo procuratore; e tale oppressione durava fino al io38, in cui essendo sceso in Italia l’imperatore Corrado, .i monaci portaronsi a trovarlo in Milano, e colle lagrime agli occhi gli esposero la disgraziata loro situazione. Da Milano Corrado recavasi a Roma, c vi teneva un consiglio dei più saggi uomini del proprio seguito, il cui parere fu mandassersi ambasciatori al firincipe di Capua per indurlo a restituire al Monte-Cassino e terre da lui rapitegli, ed a rimettere liberi i fattivi prigionieri. Palduifo non lenea in verun conto l’intimazione, e Corrado marciò sppra Capua, ove giunse nella vigilia della Pentecoste, 14 maggio io38. Paldulfo non lo attese già, ma ritirossi con l’abate Rasilio, sua creatura, nel castello di Santa-Agata, che fortificò del meglio suo; se non che impossessatosi di lui lo spavento, inviava una deputazione all’imperatore per domandar grazia, promettendo esborsare trecento libbre d’oro, e consegnando in ostaggio la propria figlia; però appena l’imperatore ebbe accolte le di lui proposizioni, che egli pentivasi d’averle fatte. Corrado allora, consultata la nobiltà capuana, il cui parere fu la deposizione di Paldulfo, lo deponeva in fatto, e sosti-tuivagli Gaimaro IV principe di Salerno. GAIMARO IV, principe di Salerno, quantunque figlio di Gaitelgrime, sorella di Paldulfo, non era però meno contrario a quel principe, di cui detestava la malvagità. L’imperatore, dopo averlo nominato principe di Capua, confermò con bolla d’oro all’abazia di Monte-Cassino la possessione delle di lei terre e diritti. Sotto il governo di questo principe, i Normanni fecero prodigiosi progressi. Egli aveva inviato a Maniacc, capitano greco, una truppa di