DEI RE DI SICILIA 3a5 disegnando purgare qnesto paese dai rimanenti Saraceni ed Ebrei. In Italia ben tosto ebhesi fama del modo di procedere che usava questa giurisdizione, tanto contraria alia spirito dell’evangelio quanto superflua, dopo le precauzioni già prese dalla primitiva chiesa onde togliere il corso alle eresie; ed i Napoletani tanto orrore ne provarono, che avendo inteso voler Ferdinando, sotto pretesto di bandire dai regni di Napoli e Sicilia alcuni Mori e Giudei rifuggitivisi, stabilirvi lo stesso tribunale d’inquisizione, risolvettero tli esporsi a tutto, alla perdita dei beni, alla morte eziandio, piuttosto che acconsentirvi. Di fatto nel i5o4, il grande inquisitore di Spagna, avendo inviato a Napoli, per ordine di Ferdinando, l’arcivescovo di Palermo, con carica d’in- Suisitóre, il popoip sollcvavasi, lo scacciava vergognosamente al regno, e faceva rappresentare al monarca spagnuolo, che per discacciare alcuni Mori ed Ebrei rifuggiti non era, necessario impiegare cosi violenti mezzi, dacché eranvene di più semplici e umani, all’uopo bastevoli. Persuaso il rt di non poter sottomettere i Napoletani alla sua volontà, abbandonò il disegno, e coritentossi di pubblicare contro gli Ebrei una prammatica, che acquetava il tumulto; anzi e prometteva egli ai Napoletani, che, in vista del loro zelo per la cattolica fede, non avrebbe mai permesso tra essi il tribunale d’inquisizione; ed in ciò manteneva la sua pa-rqla (Mariana, lib. 3o; col. Limborc, Hist. Inquisii., lib. i, c. 26). Nel 1513, Ferdinando ordinò che la città di Palermo venisse riconosciuta per capitale del regno di Sicilia, e fosse la ordinaria sua dimora e la residenza del consiglio reale. Il tribunale dell’inquisizione nello stesso anno venne stabilito senza opposizione di sorta in questa città (Phyrrus Eocchas ). Nel i5i6, Ferdinando morì il 23 gennaio, nel* villaggio di Madrigalejo, in Estremadura. -Ugo di Moncada viceré di Sicilia fu il primo nell’isola che sapesse la di lui morte; e come questo signore erasi csmpro, per la severità del suo reggimento, Podio dei Siciliani, volle attendere la propria conferma di viceré, prima di. divulgar la notizia; senonchè don Pedro di Cardona, giunto poco dopo, avendola resa pubblica, e cominciandosi a romoreggiare in