38 CRONOLOGIA STORICA guerra ai Genovesi, come avea già disegnato. La fece egli con molto ardore ma con pochissimo vantaggio sino verso il finire del 1672. Nell’anuo seguente, colla mediazione del papa <; dei re di Francia e di Spagna, si stipulava la pace fra il duca di Savoja c i Genovesi; i quali conservarono poscia per molto tempo invariabile attaccamento alla Spagna. La loro parzialità per questa potenza manifestossi più apertamente dopo la pace di Nimega; Luigi XIV se ne offendeva, e alcuni altri motivi di disgusto che i Genovesi aveangli dati, armarono la sua collera, sì che risolse punirli. Nel 1681 Raffaele della Torre, dopo aver condotto una vita errante in diversi paesi, ed impiegato inutilmente i più orribili mezzi per vendicarsi de’ propri nemici, cadde assassinato a Venezia da uno sconosciuto. Nel 1684 Luigi XIV inviò contro Genova una flotta considerabile, comandata dal signore du Quesne, il quale era accompagnato dal marchese di Seignelai, segretario di stato pel dipartimento della marina. Questo ministro prima d’incominciare le ostilità offerse ai Genovesi la pace a ragionevoli condizioni, minacciando in caso di rifiuto bombardare Genova. » Il senato, dice il signor di Mablì, che » poteva terminar tale affare cedendo quattro galere c in-» viando quattro de’suoi membri a Versailles per ¡scusarsi » appo il re e chiedergli la sua protezione, fece vanto » d’inopportuna fermezza; non avrebbe però ardito di mi-» surare le sue forze col colosso francese, se i grandi pos-« sedimenti che la maggior parte dei nobili tenevano nel » regno di Napoli non lo avessero forzato ad usare estremi » riguardi per la corte di Madrid. I Francesi cominciavano » il bombardamento nel 18 maggio, e nel 24 fecero uno » sbarco, in numero di quattromila, sotto il comando del » duca Mortemart, nel sobborgo di San-Pietro d’Arena, che » interamente incendiarono ». Codesto bombardamento cessava :fcl 28 maggio, che la flotta tornavasene in Provenza dopo ave» incendiato e ruinato palagi, chiese, monasteri e molti altri edifizi. Sarebbe difficile dipingere la desolazione di codesta già si bella e superba città; tocco il papa di compassione, s’interessava alla di lei sorte e spediva Ra-nucci suo nunzio in Francia, per tentare di riconciliarla col re. La negoziazione fu lunga, e poco mancò la corte