DEI RE DI NAPOLI E DI SICILIA 34g Tale rovescio non influiva però sulle operazioni di terra del marchese di Leyda, generale dell’armata spagnuola. Quantunque la guarnigione della cittadella di Messina fosse stala assai rinforzata, il valore degli assediami ne trionfava il 29 settembre, egualmente che del forte di San-Salvatore, ciò che portava la presa della città ; dopo cui gli Spagnuoli recaronsi ad assediare Melazzo. Questa spedizione, cominciata con buon successo, nel i5 ottobre, non finì che al 28 giugno del seguente anno, e con svantaggio del marchese, obbligato dagli imperiali a ritirarsi a Francavilla. Si debbe a questo generale la giusta lode di prudenza e valore distinti; ■egli risparmiava il sangue dei soldati; sapeva molto bene scegliere i posti; e non era meno abile ad attaccare che a difendersi ; senonchè non veniva egli secondato quanto era il bisogno dal re suo signore, e se le forze non gli fosser mancate, assai difficilmente gli imperiali sarebbersi impadroniti della Sicilia. Il conte di Merci, che comandava in quest’isola per l’imperatore, era d’un carattere assai differente. Era suo costume inviare a capriccio le truppe al macello, e di cercar la vittoria a forza di spargimento di sangue. Questo impetuoso generale, avendo attaccata nel 20 giugno 1719 col furore ordinario l’armata nemica fortificata presso al fiume di Rosalino, fu respinto con tanto vigore, che, dopo aver sagrificato più di quattromila uomini, fu coslretto a ritirarsi con una ferita ricevuta nell’azione. Gli affari del re di Spagna andavano però sempre più declinando in Sicilia, spezialmente dopo che gli imperiali ebbero ricevuto nuovi rinforzi da Reggio e da Napoli. Con tale superiorità fu loro facile avvanzaisi verso Messina, dopo aver guadagnato una marcia sugli Spagnuoli che s’incamminavano dalja stessa parte. Preso da essi il castello di Gonzaga, e abbandonato dagli Spagnuoli il forte del Faro, la città si rese nel g agosto; e la cittadella, ove erasi ritirata la guarnigione, valorosamente difesa da don Luca Spinola, non alzava bandiera bianca, se non quando vedevasi agli stremi ridotta, che fu il giorno 18 ottobre: ceduta la cittadella l’indomani, sortivane la guarnigione cogli onori della guerra. Allora Pignatelli, conte di Monte-Leone, entrato in Messina, prese, per ordine del-l'imperatore, il titolo di viceré.