DEI CONTI E PRINCIPI DI CAPUA. i5j ritornava a Pavia, e ristabiliti gli affari italiani, si diresse per al ducato di Benevento ,cd alla contea di Capua, ove fu accolto con grande onore dai principi fratelli Pandolfo I e Landulfo III (Anonimo Salem., c. i63). Niceforo Foca, verso quest’epoca salito sul trono d’Oriente, vedeva'con gelosia la grande autprità acquistatasi da Ottone in Italia, e temendo non egli la estrudesse vieppiù, si diede premura di far riparare le fortezze della Calabria e della Puglia, che sapeva essere da quel principe minacciate d’ una invasione. Luitprando vescovo di Cremona ed intimo amico, di Ottone, vedendo come questi era vicino ad entrare in guerra con Niceforo, consigliollo di provare, prima di venirne alle ostilità, il cui successo è sempre incèrto, mezzi più dolci e meno azzardosi onde ottenere l’intento; cioè proporre a Niceforo il matrimonio di suo figlio Ottone II con Anna di lui figlia, colla Puglia e la Calabria per dote della principessa. Il prelato* partito alla testa di magnifica ambasceria per fare la domanda, trovò nell’ imperatore gravissime difficoltà, una delle quali era che si facesse rientrare all’obbedienza sua i principi di Benevento e di Capua, ch’egli appellava sudditi ribelli. Il matrimonio tuttavia fu accordato;, senonchò le milizie di Ottone essendo entrate nella Calabria per ricevere la sposa promessa al loro signore, caddero in una imboscata tesa loro dai Greci, è molti di essi vennero fatti prigionieri e condotti'a Costantinopoli. Ottone, udita cotanta perfidia, dall’Alemagna, ove trovavasi, ponevasi prontamente in marcia onde trarne vendetta. Nel 18 gennaio 967 (come ^corgesi in una sua lettera ripdftata dal Baronio sotto la data XV kal. Februarii in Campania juxla Capuani) egli trovavasi nei dintorni di Capua; donde marciò verso la Calabria, ove i principi di Benevento non tardarono a congiungersi ad esso alla testa delle lor truppe. Pandolfo Testa di Ferro lo seguì in questa guerra contro a’ Greci éd a’ Saraceni, eh’essi aveano chiamati in soccorso. Gisulfo, principe di Salerpo, quantunque sospettato d’intelligenza coi Greci, erasi posto di nuovo sotto il vassallaggio di Ottone, e volle eziandio in tale impresa segairlo. Combattevasi con ardore e successo contro i Greci e gli infedeli, ma in mezzo a tali prosperità, Pandulfo rice-