CRONOLOGIA STORICA successori il diritto di confermare l’elezione che ne farebbero i monaci, con suo permesso. Nel n3a egli conquistò Rari, il cui principe, Grimoaldo, mandò prigione in Sicilia; e fece poscia l’assedio di Nocera; ma il principe di Capua, col quale crasi disgustato, venne in soccorso della piazza, e nel 24 luglio data a lui battaglia sulle rive del Sarno, lo mise in rotta. Tale sconfitta rianimava il coraggio dei nemici di Roggero, i quali ripigliavano le armi; ma egli senza sconcertarsi recavasi a devastar il territorio Beneventano, e ripassava poscia nel dicembre in Sicilia, onde raccogliere nuove truppe per domare i ribelli. Ritornato nel n33 in Italia, sottometteva parecchi baroni e città della Puglia, da papa Innocenzo li e dall’imperatore Lotario persuase a ribellarsi gli ; e dopo aver costretto Rainolfo conte d’Alife di recarsi a lui onde chieder la pace, entrava nel 1134 nel principato di Capua. Gli abitanti della capitale, udendo com’csso approssimavasi alla loro città, gli andarono incontro processionalmente , lo condussero alla cattedrale, cantando inni e cantici, ove gli prestarono giuramento di fedeltà. Nel 1134, Roggero venne assalito in Sicilia da pericolosa malattia, che fece temer di sua vita, e che insisteva ancora nel seguente anno, allorché la regina Alberia sua sposa, pietosa e caritatevole principessa, cadde ella stessa ammalata e morì in pochi giorni. Il dolore cagionato a Roggero da questa perdita fu così violento, che egli si rinchiuse per lungo tempo nel proprio palazzo, nè lasciossi vedere che dai suoi più intimi amici. Infrattanto correva fama ch’ei più non vivesse e che per politica fosse la di lui morte tenuta nascosta; e giunta questa fama a Pisa, il principe di Capua otteneva da quella repubblica ottomila uomini e venti navigli, coi quali giunse nell’aprile a Napoli. Il duca Sergio ed i Napoletani inalberavano tosto Io stendardo della rivolta; il conte Rainolfo faceva lo stesso, ed il suo esempio traeva a ribellione la città di Aversa eziandio, che richiamava l’antico suo conte, il principe di Capua, quantunque molti assicurassero esser vivo Roggero. I Pisani erano disposti a marciar tosto a Capua, sperando prenderla facilmente; senonchò avendo inteso che Varino, cancelliere del re, comandava una forte guarnigione in qne-