DEI RE DI NAPOLI E DI SICILIA 333 dissertazione, con cui attaccava questo tribunale. Non fece. ■ essa grande onore all’erudizione sua, e determinava la corle di Spagna a tutto porre in opera onde impedire fosse il dotto prelato, nel seguente conclave,«eletto papa. Le immunità del clero nondimeno si sostenevano nelle Due Sicilie, e contribuirono a render così numeroso quest’ordine, che le forze del regno ne rimanevano assai indebolite. Fra i laici non trovavansi persone a bastante per occupare i pubblici impieghi, per coltivare i terreni, per far incamminare fi commercio, per fornire soldati alle armate di Spagna, nelle guerre eh’ essa duvea sostenere centra la Francia, spezialmente in Italia. La corte di Madrid però ritirava da questi cJue regni immense ricchezze, so-' praccaricando i popoli d’imposizioni ; ed era in ciò mirabilmente secondata dai viceré, quasi tutti avidi ed intenti ad arricchire le proprie famiglie. L’indolente Filippo III morì nel 3i marzo 1621, nell’età sua di quarantatre anni (Vedi i re di Spagna). FILIPPO IV. 1621. FILIPPO, figlio e successore di Filippo III, venne proclamato re delle Due Sicilie in età di sedici anni, nel 4 magg*°i e ad esempio del padre e dell’avo, egli governo dal fondo della Spagna i propri stati. Le finanze, amministrate dai Genovesi ed altri stranie- • ri, pesavano di più in più sul popolo: arrogi le fraudi e le estorsioni dei gabellieri; sicché, giunta al colmo la tirannide, nel 1647 sollevavasi, all’occasione d’un’ imposta siri gratto e di una diminuzione sul peso del pane. Il timore .della fame pose in furore il popolo di Palermo, il quale correva al palazzo pretoriale per appiccarvi il fuoco. 11 pretore salva-vasi colla fuga; ma la sedizione si sparse tosto per tutta Pisola, e. comunicossi eziandio nel regno di Napoli, che agli stessi stremi trovavasi ridotto. 11 viceré duca d’Arcos, obbligato di supplire alle spese della guerra che la Spagna avea allora in Italia contro Francia, metteva un’impòsta sulle frutta, che erano quasi il sólo cibo, in estate, del popolo, e cagionava così un ammutinamento, alla testa del quale si