33{ CRONOLOGIA STORICA pose un pescatore, domandato Tommaso Aniello, detto co-* illunemente Masaniello. Scoppiò la sollevazione a motivo di un paniere di fichi, il proprietario dei quali rifiutava pagarne la gabella al* ricevitor delle imposte: il popolo accorse in favore del primo; ed obbligò il duca d’Arcos di pubblicare un editto che sopprimerà questa gabella; però noti acquietavansi le cose. Visto il giorno suo, il popolo chiedeva i’abolizione di tutte le altre imposte, ed il ristabili- • mento dei privilegi accordati da Carlo Quinto. Una vaga risposta a lui data non servì che a maggiormente irritarlo, sì che sparsosi nei vàirii quartieri di Napoli, sfogava l’odio ed il furore contro ¡.nobili, massacrandone alcuni, incendiando ad altri le case, ponendo.a prezzo la testa di quelli che erano alla sua rabbia sfuggiti, e giurando la morte di tutti i gentiluomini. Masaniello, coperto di cenci, montato sur un palco, come in un teatro, colla spada alla mano in luogo di scettro, e contornato dal popolo, era l’anima che agir, faceva questa sfrenata moltitudine: decideva con un cenno del destino de’suoi compatriottj, e indicava dove trionfar doveva il sangue ed il fuoco. In tanto presente sciagura, il viceré, consigliato dal cardinale arcivescovo, sottoscriveva un trattato, con cui erano soppresse tutte le gabelle imposte dopo il regno di Carlo Quinto, e si proibiva stabilirne di nuove. Masaniello, stordito dei suoi prodigiosi successi, perde il senno, ed attirossi colle violenze l’odio dei suoi.par-tigiani, sì che sollevatigli» contro, lo massacrarono nel 16 luglio 1647, nella chiesa dei Carmini: era stato per sei soli giorni l’idolo del popolo. La di lui tnorte però non rendeva la calma alla città; e nel 5 ottobre seguente, uno spadajo, domandato Gennaro Anneso, eccitava una nuova ribellione, tanto più pericolosa quanto che non avea altro motivo che l’amore alla indipendenza. Don Giovanni d’Austria, figlio naturale del re di Spagna, inviato per reprimerla con una flotta considerabile, dava ordine al popolo di .consegnargli le armi, ed avutone un rifiuto, cannonava i varii quartieri della città con l’artiglieria dei castelli. I ribelli, tolta dagli arsenali> tutta la artiglieria che vi trovarono, risposero a questo attacco con tale successo, che obbligava la flotta spagnola ad allontanarsi; e fieri di tanto vantaggio, giungevano ad ogni eccesso: abbattevano le bandiere del re, cal-