DEI RE DI SICILIA 267 rebbe alla santa sede; 2.0 che se il pontefice confermerà a Federico suo figlio la dignità imperiale, questi gli restituirebbe le terre allodiali della contessa Matilde ; 3.° ch’egli riceverà dal signore papa il ducato di Ravenna con la marca d’Ancona, i quali stati, in caso che Federico morisse senza eredi, sarebbero riversabili alla chiesa romana . La nuova della morte di Enrico riempi di gioia i suoi sudditi di Sicilia e di Italia, che gli aveano dato il soprannome di Ciclope. 11 pontefice prese egli stesso parte all’allegrezza comune, secondo Giovanni di Ceccan: Omnia cum papa gaudent de morie tyranni. Mors necat, et cuncti gaudent de morte sepulti, Apidus el Calaber, Siculus, Tuscusi/ue, Ligurc/ua. ( Chron. Fossac-novae). FEDERICO. 1197. FEDERICO, chiamato da prima Federico Roggero, figlio dell’ imperatore Enrico VI e dell’ imperatrice Costanza, succedette a suo padre nel regno di Sicilia e sue dipendenze, contando il terzo anno d’età, sotto la tutela di sua madre. Papa Celestino III, allorché gli si chiese l’investitura, fece delle difficoltà, che non poterono essere appianate che con dieci marchi d’argento, che a lui si davano, ed altrettanti ai cardinali; e di più obbligavasi Pimperatrice di affermare con giuramento che Federico era nato da lei e da Enrico VI, poiché i sospetti che avevansi avuti sulla di lui nascita avevano ottenuto a Roma gualche credito. Nel 27 novembre (e non nel 5 dicembre, come segna Giannonc) 1 198 questa principessa morì a Palermo, dopo aver nominato con testamento papa Innocenzo III reggente della Sicilia, durante la minorità di suo figlio (1). (1) Questa principessa venne sepolta nella chiesa di Palermo in una tomba di porfido, a canto di quella di suo marito. Se credere si dovesse al suo epitafio, ella sarebbe slata religiosa, e molto dopo aver pronunciato i voti, in eia awanznta avrebbe sposalo l’imperatore Enrico; ma debbesi rimarcare, dietro il Baronio, essere tale inscrizione opera d’ un canonico di Palermo, appellato Roggero Partita, che visse molto tempo dopo Costanza, e che fu assai male istruito di cip che riguardava questa principessa. T. XVIII. 17