a56 CRONOLOGIA STORICA parlamento, Enrico inviò l’imperatrice in Sicilia c prese la strada dell’Alemagna, colle immense ricchezze tolte agli sfortunati Siciliani ed al palazzo reale di Palermo. Reperii, dice Arnolfo di Lubecca (lib. II, c. 20), thesauros ab-sconditos et omnem lapiduni pretiosorurn et gemmarum gloriarti, ita ut oneratis centum sexaginta somariis auro et argento, Iqpidibus pretiosis et vestibus sericis, gloriose ad terram suam redierit. Bella gloria, dice il Muratori, acquistata con tanti spergiuri, tante ingratitudini e barbarie, e accompagnata da un odio incredibile che lasciava contro di sè in Sicilia! Oltre moltissimi baroni ch’egli concondusse prigionieri e parecchi ostaggi che avea tratti dalle diverse città, fra ì quali l’arcivescovo di Salerno, egli trascinava ancora seco la sfortunata regina Sibilla e le sue ire figlie, che relegava in monasteri, ed il di lei figliuolo Guglielmo, che fece rinchiudere in una fortezza del paese dei Grigioni, sotto buona custodia. Giunto in Germania nel 1196, Enrico fece cavare gli occhi a tutti questi innocenti ostaggi, non eccettuandone che I’ arcivescovo di Salerno. Mentre che Ìgli ancora, trovavasi in Germania, venne caldamente sollecitato da papa Celestino III a portar soccorsi in Terra Santa, i cui bisogni erano presenti; ed egli tanto più ciò prometteva al pontefice, quanto che sperava poter impiegare le crociate tedesche per ridurre al loro passaggio i Siciliani, che eransi novellamente ribellati: Egli stesso partì verso il fine del luglio, per andar a compiere la sua vendetta in Sicilia. Giunto presso le feste di Natale in Puglia, impadronivasi dei capi dei congiurati, fece inchiodare una corona sulla testa di quello eli’essi avrebbero eletto per re, condannò gli altri a varii supplici), ed accordò una amnistia alla moltitudine, in piena dieta (Arnoldo Lubec.). Nello stesso anno 1197 questo barbaro principe morì a Messina nel 28 settembre, seguendo la più comune opinione. L’abate d’Usperg giustifica l’impératrice Costanza dell’accusa di cui parecchi scrittori la caricano, d’avere cioè contribuito alla morte di suo marito. Il Muratori ha pubblicato (tom. III, Rerum Ital.) il testamento di Enrico VI. Questo principe vi ordina : i.° che Federico suo figlio riconoscerà in feudo dal papa il regno di Sicilia, e che in difetto di «redi di sua moglie e di suo figlio, questo regno ritorne-