3a8 CRONOLOGIA STORICA nicro, Io condussero a Napoli, ove qualche tempo dopo mori. Appena il marchese di Saluzzo era in Aversa, che videsi assediato dalle guarnigioni di Napoli e delle altre città che erano rimaste in potere degli imperiali. Si cominciò a battere la piazza, allorquando venne il marchese ferito d’un colpo di pietra, che gli infrangeva un ginocchio. Abbattuti i Francesi da questo nuovo rovescio, vjdersi costretti a sottostrivere, nel 3o agosto i528, una capitolazione, che la necessità rendeva meno vergognosa. li) sostanza portava essa che la piazza sarebbe rimessa al principe d’Orange, che il marchese rimarrebbe prigioniero di guerra, e che jmpegnerebbesi a far rimettere agli imperiali tutte le altre piazze dei regno occupate dai Francesi è dai Veneziani loro alleati. La pace di Cambiai, detta la pace • delle Dame, sottoscritta nel 3 agosto 1529'fra Margherita d’Austria in nome dell’imperatore, e la duchessa. d’Angou* leme in nome di Francesco 1 suo figlio, assicurava la corona di Napoli e di Sicilia a. Carlo Quinto; ciò che venne confermalo «col trattato di Crcpi, nel 18 settembre 1544-L’imperator Carlo, dopo aver fatta la conquista di Tunisi contro i Saraceni, giunse nel suo regno di Sicilia,1 e fece un trionfale ingresso in Palermo nel 12 settembre i535_ Passato "circa un mese in questa città, egli recossi a Messina, ove a lui si facevano più magnifiche feste di quelle • che avea ricevuto a Palermo; il celebre Maurolico ne fu l’ordinatore. Ne prendeva l’imperatore, tanto piacere, che volle vedere Maurolico', onde dimostrargli la propria soddisfazione, ’ ‘ • ’La Sicilia ed il regno di Napoli cangiarono di sovrano per la, cessione che Carlo Quinto ne fece, l’anno i55<|, a Filippo suo figlio. Questo giovane principe ottenne da papa Giulio III, con bolla del 28 ottobre anno stesso, l’investitura di questi regni per lui e successori sì maschi che femmine, alle stesse condizioni che era stata accordata da Giulio II a Ferdinando il Cattolico e da Leone X a Carlo Quinto. Il marchese di Pescara, ambasciatore di Filippo, diede in di lui nome il giuramento di fedeltà, e ricevette l’investitura, dice M. d’Egly, coll’ammissione al bacio del piede (V. Carlo F imperatore e Carlo 1 re di Spagna),