4oa CRONOLOGIA STORICA » alla corona, ma eli’essa gli facesse don», vivente, del re® » gno di Napoli e della contea di Provenza, per goderne »«gli ed i successori suoi, in caso eli’essa venisse a man-» car senza figli » (V anima dei Borioni, t. I, p. 77). La concordia però non regnava clic assai poco fra i due sposi, flacopo, obbliando gli obblighi clic alla regina legavaio fin da quando cbbelo essa investito del supremo potere, non dimostrava che disprezzo per lei cd odio' pei di lei favoriti. Lfcio dei primi atti di autorità .eli’egli esercitò, si-fu il far arrestare, nell’8 settembre, il camerlingo Pandolfo • Alope, siccome colpevole di parecchi abusi ; gli fece intentare sul fatto il processo, e nel 10 ottobre subì l’estremo supplizio.-Temendo Jacopo che questo favorito non venisse rimpiazzato da un*, altro nello spirito della regina, |a ritenne ’nel palagio come prigioniera, e le diede un sopravvegfiantc, che non perdevala di vista nè dì nè notte. La durezza di questo principe verso la propria benefattrice, e la preferenza che egli- dava in ogni occasione ai Francesi in confrónto dei Napoletani, non tardavano ad eccitare dei mali umori nella corte e 'nel popolo. Si tramò una congiura, per insegnargli, dicevàsi, le leggi dell’onore c della ricon*oscenza, e questa scoppiò nel seguente modo: nel i3 settembre i4>6 la regina avc| ottenuto pertnesso di recarsi a pranzo in una villa vicina a Napoli. Allorché fu partita, il popolo eccitato dai congiurati, prese le armi, e posesi a gridare :,vwa la regina Giovannax La principessa, ricondotta tosto a Napoli dai baroni che avevanla accompagnata, recossi alla testa del popolo., in castel dell’ Uovo, ove il re erasi chiuso. Se ne • cominciò l’fssedio, ma. mcrcè la mediazione di distinti per-sonaggi del regno, facevasi un accomodamento, pel quale Jacopo lasciava il «titolo di re, e riducevasi a quello di principe di Taranto e di vicario del regno,’da cui obbligavasi a far sortire, meno quaranta, tutti i Francesi. La regina aveva moltJ a cuore quest’ultimo articolo'; ed il suo sposo no# dandosi premura di .eseguirlo, ella stessa se ne incaricava, e di più prendendo pretesto della di lui dilazione, per vendicarsi della cattività che avevaie fatta soffrire, lo fece rinchiudere nel di lui appartamento, donde non uscì che il dì i5 febbraio i4'9i e bilógnò anco ppr liberamelo l’autorità di papa Martino V. La buona iDtclligenza dopo ciò