a6o CRONOLOGIA STORICA copo conte di Tricarico c con Roggero conte di Chieti, fece la conquista di Terracina; senonchè poco dopo, venuto il conte Diepoldo ad assediarlo in questa città coi Salernitani, egli ricevette, in una sortita, un colpo di freccia che gli ftì’perdere un occhio. I due conti, che abbiamo nominati , riuscivano infraltanto a trarlo di mano ai nemici. Ciò racconta Riccardo di San-Germano, ed aggiunge eziandio che questi stessi conti scacciarono ignominiosamente da Salerno Diepoldo. Gualtiero di Brienne era valoroso fino alla temerità: gli si avea sovente consigliato di tenersi più in guardia onde evitare la sorpresa ; e là sua risposta, dice Muratori, fu quella d’un Guascone. Tedeschi, diceva egli, bene armati non oserebbero assalire Francesi senza armi. Diepoldo provavagli bene il contrario. Nel iao5, come Gualtiero tenevalo assediato in un castello sul Sarno, egli di buon mattino venne a fargli una visita, non certo da amico; trovatolo colle sue genti ancora al riposo, ne fece gran carnificina, e condusse lui stesso, coperto di ferite, prigione nella piazza, ove poco dopo morì (Annali d’ Italia, tom. VII, pag. 122-123). JNel iai5, Federico, coronato re di Germania per la seconda volta, fece proclamare re di Sicilia Enrico suo figlio. Ricevette eziandio la corona imperiale a Roma, nel 22 novembre 1220. Venuto Giovanni di Brienne, re di Gerusalemme, nel 1223 in Italia, l’imperatore Federico II sposava, 0 piuttosto si fidanzava, alla di lui figlia Yolanda, in una grande assemblea convocata, di concerto con papa Onorio III, a Ferrentino, nella Campagna di Roma. Oggetto di tale alleanza, che venne consumata nel 1225 a Brindisi, era di acquistare a Federico dei dritti sul regno del suocero; ed in effetto, lo si vede fin dallo stesso anno 1225 aggiu-gnere a’ propri titoli quello di re di Gerusalemme, ed inviare i suoi ufficiali a prendere possesso di quello stato, la più gran parte del quale era in dominio dei Saraceni. Tale impresa si fece a dispetto di Giovanni di Brienne, il quale trovò assai male che il proprio genero Io avesse così spossessato. La concordia così fu rotta tra Federico ed il suocero suo, il quale fin d’allora nulla lasciava intentato onde nuocergli. Papa Onorio III intercssaYasi invano presso