DEI RE DI NAPOLI E DI SIOILIA 357 parte della Lombardia, raccolse una gran quantità di vascelli, d’uomini, di munizioni e di artiglieria^ e feceli partire nel novembre per Orbitello e per gli altri porti dello stato di Egli Presidi, appartenenti al regno di Napoli; però, onde riassicurare il granduca di Toscana, le corti francese e spa-gnuola ebbero cura di prevenirlo, che, risolute di mantenere il cambio con lui fatto della Lorena colla Toscana, farebbero in questa osservare la più esatta neutralità. Don Carlo, vegliando così alla sicurezza delle più lontane sue piazze, non pensava però a mettere in istato di difesa la capitale, ove risiedeva. La sua confidenza su tale riguardo era estrema, ed ebbe luogo a pentirsene allorquando nel 19 agosto 1743 apparve alla vista di Napoli una squadra inglese, composta di sei vascelli da guerra, ciascuno di sessanta cannoni, di un brulotto e tre gabazze a bombe. Tale spettacolo pose in furore il popolo e gettò nello spavento la corte. L’indomani si spedì il console inglese al comandante della squadra, per sapere qual fosse la di costui intenzione: rispondeva che ove il re non cessasse dall’assisterei nemici della regina d’Ungheria, egli avea ordine di bombordare la città, e che non dava ad esso se non se due ore per decidersi; nel medesimo istante osservava il proprio orologio e cominciava a contare i minuti. Napoli era sprovvista di polvere ed altre munizioni per potersi opporre a simile minaccia, e fu quindi giuocoforza accettare in così corto spazio la neutralità. Tosto con lettere, che vennero mostrate al comandante inglese, si richiamò il duca di Castropigrtano e le sue milizie. Ottenuta questa condizione, la squadra inglese, senza commettere ostilità di sorta, fece vela verso Ponente. Il pericolo corso aveva insegnato ai Napoletani di munire la loro metropoli di fortini, bastioni ed artiglierie, per non aver più a temere simile sorpresa. Le truppe, napoletane essendosi separate dalle spagnuole per tornare al loro paese, queste trovaronsi ridotte a dieciottomila uomini circa, i quali aqquartieraronsi parte in Perugia, parte in Assisi e parte in Fuligno. Fu in questo tempo che la corte di Madrid accorgendosi, ma troppo tardi, aver confidata la sua fortuna e l’onore delle proprie armi ad un generale che mal rispondeva alle di lei speranze , richiamava il duca di Montemar in Ispagna. proibendogli di. avvicinarsi alla