158 CRONOLOGIA STORICA vette notizia della morte di Landulfo, accaduta dopo otto anni di regno in Benevento. Lasciò égli ad erede PANDOLFO, che noi chiameremo secondo di questo nome. Ma crediamo (jui ben fatto avvertire che Pandolfo, parecchi anni innanzi, avea diviso i suoi stati col fratei suo, a cui lasciato avea il Beneventano per di lui porzione, assegnandogli Bene-vento per residenza. Per non esse.re poi inferiore al fratello, Pandulfo, sia per l’aijtorità dell’imperatore, sia per la propria, eresse in principato la contea di Capua, che già era «tata elevata nel 966 alla dignità di arcivescovado ( Muratori, Annali, tom. VI, pag. 4J7)' Landulfo III, principe di Benevento, era morto nell’anno 968,,e aveva nominato per suo successore Pandol-fo suo primogenito. Però Pandolfo, zio di questo ultimo, fecegli l’ingiustizia di creare in di lui luogo LANDULFO suo proprio figlio,- che noi chiameremo quarto di questo nome. Landulfo III, oltre a questa^ lasciò due altri figli : l’uno, Roffredo, tuttora vivente nel 972; l’altro, Landulfo, di cui avremo occasione di parlare qui appresso. L’imperatore Ottone ritornò in Alemagna nel 968. Nel seguente anno Pandulfo Testa di Ferro chiedevagli aiuti per conquistare la Puglia e proseguire la guerra contro i Greci, ed ottenutili, entrava in questa provincia, ad accam-pavasi nel territorio di Bavino. I Greci non tardarono a presentarsi davanti a lui. Si venne a battaglia, ove furono i Greci battuti, posti in fuga, ed inseguiti fino alle porte della città. Ora videsi sortirne un greco di estraordinaria statura e forza straordinaria, il quale, presentatosi a Pan-dulfo, scaricogli sul capo un cosiffatto colpo, che .rove-sciollo a terra; ciò che veduto dai Greci, diede ad essi coraggio, e ritornarono alla battaglia. Al principe, rimessosi in sella, fu ben tosto ucciso sotto il cavallo; un soldato gli presentava subito il suo; ma appena l’ebbe egli montato, che, avendo le genti sue preso la fuga, egli si vide assalito da un greco robusto, il quale con un colpo gettavalo a terra di nuovo; e fattolo prigione, lo conducea al patrizio Eugenio ( Anonimo Salernitano, c. 164)• Gran parte dell’esercito suo venne tagliata a pezzi, gran parte rimase prigioniera, e quelli che poterono fuggire ripresero prestamente la strada del loro paese. Gisulfo principe di