DEI CONTI DI SICILIA a37 vi si trasportava, e fulminava una scomunica contro il conte, la quale valeva a staccare dal di lui partito Rainolfo conte d’Alise, che gettavasi in quello del pontefice. Una seconda ambascieria inviata da Roggero al papa, per persuaderlo ad accordargli il ducato, riuscita inutile, egli passava da Salerno in Sicilia per raccogliervi un’ armata capace di fargli ottenere colla forza ciò- che le preghiere non ave-vangli potuto fargli concedere. Al principiare del seguente anno, Onorio trovavasi a Capua, ed impegnava parecchi signori a collegarsi seco contro il conte Roggero. Questo principe nel marzo, ripassato lo stretto con potente armata, prese Taranto, Otranto, Brindisi, e venne ad accamparsi sulle rive del Brendano, a fronte dell’armata, pontificia, la quale, non osando attaccarlo, si dissipava poco a poco per le diserzioni. Il pontefice allora, cercando porre al coperto l’onor suo, fece proporre segretamente al conte di dargli l’investitura desiderata, colla condizione però ch’egli sarebbe venuto a riceverla in Benevento. Roggero, che non fidavasi, pretese eh’essa gli venisse impartita fuori della città, alla quale si avvicinava a questo effetto con buona mano di truppe. Il pontefice volle condiscendere, e, sortito da Benevento nel 22 agosto, ebbe sul ponte con Roggero un abboccamento, nel quale gli diede l’investitura del ducato di Puglia e Calabria e di quello di Napoli. L’anno 112C) Roggero obbligava Roberto II principe di Capua a riconoscersi suo vassallo. Nell’anno seguente abbracciava le parti dell’antipapa Anacleto, suo cognato, il quale con bolla del 27 settembre gli dava il titolo di re di Sicilia, col dominio feudale sul principato di Capua e sul ducato di Napoli. Nel Natale dello stesso anno, Roggero faceasi coronare in Palermo, da lui scelta per capitale dei propri stati. Non contento del titolo di re di Sicilia, prese anco quello di re d’Italia, come si vede in alcune carte datate 1133 e 1137, che cominciano: Ego Rogerius D. G. Sicì-liae et Italiae rex. Sergio duca di Napoli, nel 1131, informato del dono da Anacleto fatto a Roggero della sovranità del di lui ducato, portossi volontario a fargli omaggio in Salerno, temendo non esservi forzalo con le armi. Nello stesso anno Roggero stabili ne’propri stati la dignità di archimandrita, cioè abate generale, cd a sò riservò e a.’suoi