258 CRONOLOGIA STORICA L’educazione di Federico venne confidata all’arcivescovo di Palermo. La regina Sibilla, vedova di Tancredi, fuggiva colle figlie dalla sua prigione di Alemagna e ritiravasi in Francia, ove maritava la maggiore, domandata Alberia o Albinia, a Gualtiero di Brienne, fratello di Giovanni di Rrienne re di Gerusalemme. Giovanni di Ceccan dice die il principe suo figlio allora era morto, ma ciò è dubbio, attesoché Ottone di San-Riagio racconta che questo principe, ridotto eunuco e rinchiuso in un castello del paese dei Grigioni da Enrico VI, pervenne ad età virile. Mar-cualdo o Marquardo, duca di Romagna, cui avea l’imperatrice obbligato a sortire dal regno di Sicilia con tutti gli Alemanni, vi rientrava dopo la morte di questa principessa, c disputava al papa la qualità di reggente. Innocenzo III lo scomunicò, e fece marciar delle truppe contro di lui sotto il comando di Gualtiero di Rrienne. Marcualdo fece dei progressi in Puglia, e passato poscia in Sicilia, vi conquistava parecchie piazze con tanta facilità, che prese animo ad assediare Palermo; ma trovò gli assediati fermi a volersi coraggiosamente difendere. Papa Innocenzo III avea già fatto passare in Sicilia il maresciallo Giacomo, suo cugino, col cardinale di San-Lorcnzo. alla testa di duecento cavalli, ontle difendere quest’isola. Giunto felicemente un tale soccorso a Messina, venne rinforzato da tutte le genti da guerra aderenti al partito di Federico; si clic vedendosi questo piccolo esercito forte a bastante per attaccar quello che assediava Palermo, avanzavasi inverso la piazza. L’astuto Marcualdo, visto che i nemici avvicinavansi a lui, comincio a far delle proposizioni di pace, e fu ben anco sul punto di concluderla; senonchè avendo essi osservalo avere il pontefice assolutamente proibito di venire ad alcun accordo con un uomo il quale tante volte aveva evidentemente mancato alla sua parola, risolvevano di dargli battaglia. Essa avvenne in fatto nel luglio i-200j nella pianura che separa Montreale da Palermo, c fini colla piena disfatta di Marcualdo, il quale perdette nell’ azione con gran numero de’suoi gli equipaggi, fra cui trovossi il testamento dell’imperatore Enrico VI. Il conte Gentile, sortito poscia da Palermo colla guarnigione, piombò sopra un corpo di cinquecento Pisani, accampati sulla vicina montagna,