DEI DUCHI DI NAPOLI 209 invece erano piene di pezze d’oro, le quali fecero, come al solito, un maraviglioso effetto. Roflredo, tornato presso il di lui padrone, tale un racconto faceagli dell’abbondanza osservata in Napoli, che persuadevalo così a calare ad accordi cogli assediati, accordando loro una capitolazione che li salvava interamente, sotto la condizione soltanto che esattamente avrebbero pagato al principe di Benevento 1’ ordinario tributo. Codesto trattato, sottoscritto da Giovanni vescovo di Napoli ed Andrea maestro della milizia (il duca) fu pubblicato dal Pellegrini nella sua istoria dei Lango-bardi \ ma fu esso di corta durata, poiché nello stesso anno Sicardo riprendeva le armi contro i Napoletani (Muratori, Annali, tom. IV, pag. 570-072). Egli teneva ancora assediata Napoli, allorché nell’ 859 l’imperatore Lotario gli inviava un suo barone, nominato Contardo, onde intimargli di desistere da tale impresa. Andrea però sotto promessa di dargli in moglie Eufrasia sua figlia, vedova del duca Bono, ritenne il barone a Napoli, per contenere così la petulanza dei cittadini ; ma non atteneva poi la promessa, e Contardo, per vendicarsi della mala fede d’Andrea, nell’843 lo uccideva nel battisterio di San-Lorenzo-, ed impadronivasi poscia del ducato, isposando quella che gli era stata promessa. 11 popolo però non lasciava il delitto senza punizione : tre giorni dopo, sforzata la casa vescovile, ove dimorava Contardo, irrompeva, e passava a fìl di spada lui', la sua sposa, e tutti gli amici che vi aveva raccolti. Fu eletto poscia un nuovo duca, il quale fu: SERGIO, uno dei più distìnti personaggi di Napoli, come scorgesi nella Vita di sant’Atanasio, vescovo di questa città, pubblicata dal Muratori (Iter. Ital., tomo II, parte II). Egli era stato inviato, il giorno stesso della morte del duca Andrea, ambasciatore a Siconulfo principe di Salerno, che assediava allora Benevento: e fu lo stesso suo figlio che venne destinato ad annunziargli la di lui scelta. Sergio giustificò colla propria condotta la stima de’ suoi concittadini. Nell’845, i Saraceni vennero con numerosa flotta ad assediare l’isola di Ponza, ed il valoroso Sergio, . uniti i propri vascelli a quelli d’Amalfi, di Gaeta e di Sorrento, piombava sopra essi, e, postili in fuga, ricuperava T. XVIII. i4