t DEI RE DI NAPOLI E DI SICILIA 33g CARLO IL i6G5. CARLO, figlio di Filippo IV, divenne suo succes» sorc in età di quattro anni, sotto la reggenza di Maria Anna sua madre nel regno di Sicilia, come negli altri suoi stati. Dopo le vive contestazioni della casa di Francia e di Aragona, i Siciliani, e spezialmente i Messinesi, non furono mai tanto angariati quanto sotto quejto regno. L’inquietudine di Messina e la durezza dei viceré ne furono le cause. La corte di Madrid, per ricompensare la fedeltà che i Messinesi avevanle dimostrato nelle varie rivoluzioni di Napoli e di Palermo, aveva ordinato nel 3i maggio i663, clic tutte le sete della Sicilia non sortirebbero che dal porto di MesJ sina. Tale ordinanza non era che la conferma di un privilegio accordato a questa città nel i.5gi dal re Filippo II. Il viceré, dietro il parere del suo consiglio, temendo i torbidi che tale decreto avrebbe potuto destare, non giudicava a proposito di pubblicarlo, ed i Messinesi si sollevarono, ed intimerivanlo sì, da obbligarlo a dar ordine al tribunale del patrimonio reale di registrarlo e farlo eseguire. Palermo e le altre città si lamentarono altamente del torto che questo favore esclusivo loro faceva, e ne ottennero dalla reggente la sospensione. Messina era allora divisa in due fazioni : i Merlis ed i Malvczzis; però il copiune interesse riunivali in difesa dei loro privilegi. La condotta dei viceré che loro in-viavansi non serviva a calmare il loro malcontento, il quale finalmente nel 16^4 degenerava in aperta ribellione. Per sostenersi, implorarono essi il soccorso di Francia, la quale inviava loro una squadra,, sotto il comando del marchese di Valavoire e del commendatore di Vaibelle. La Spagna dal canto suo ne faceva partire un’altra, che bloccava il porto di Messina, ed impedivane così l’entrata dei viveri. Gli orrori della fame cominciavano a desolare la città, allorché •vide essa arrivare da Tolone il duca di Yivonne con nuova squadra, la quale liberava il porto e vi faceva entrare vettovaglie. I magistrati, onde testimoniare la loro riconoscenza al re di Francia, gli prestavano giuramento di fedeltà nel 28 aprile 16y5, in presenza del duca c del marchese di Valavoire, del commendatore di Valbelle e di tutti gli of»