DEI RE DI NAPOLI 377 » tricc, inquieta di non vederlo tornare, prese una lucerna n c ne andò in traccia: trovavalo morto sul terreno, appiè » d’un muro. Non posso dirvi, cd immaginarvi non potete » il mio rammarico. Quantunque l’autore di cosi orribile » attentato abbiane avuta crudele punizione, per quanto si m è potuto sapere, tuttavia, vista l’atrocità del delitto, la » severità delle pene può riguardarsi come indulgenza. L’au-» tore di tal parricidio, paventando i supplizi che attende-» vanlo, volle, novello Giuda, prevenirli, dandosi volonta-» riamente la morte: fece servire all’esecuzione del suo pro-» getto l’opera d’un paggio, che ancora non potè scoprirsi ». (/’apone, Ist. di Provenza, t. I, pr., n. XL) Il re Andrea aveva lasciato incinta la regina, la quale, sentendo avvicinarsi il tempo del parto, pregò papa Clemente VI di accordarle protezione e tenere al sacro fonte il fanciullo ond’era incinta. Il santo padre vi acconsenti, e lasciolle la scelta di quello che avevaio a rappresentare in tal cerimonia; il quale fu il vescovo di Cavaillon, e diede il nome di Carlo al nuovo nato nel 24 di dicembre 1345. Luigi, re d’Ungheria, fratello di Andrea, non intese senza grande emozione la di lui morte ; e, risoluto di trarne vendetta, fece i suoi preparativi per compierla ¡stessamente in Sicilia. Il pontefice dal cauto suo si credette in obbligo di render pubblica l’indignazione cagionatagli da tale attentato, con una bolla del i.° gennaio 134(5, colla quale toglieva dalla società i colpevoli, ordinando che le case loro venissero distrutte, confiscati i loro beni, e i vassalli loro sciolti dal giuramento di fedeltà. Questa bolla non soddisfece il re d’Ungheria ; nella lettera da lui scritta al papa su tale soggetto, domandava di più 1’ amministrazione del regno di Napoli e la tutela del fanciullo suo nipote, che allevare voleva alla corte di Ungheria, onde toglierlo, diceva egli, dalle mani dei traditori, da cui circondato era ; egli voleva soprattutto che venisse fatto processo ai colpevoli fuori del regno, ove non vi sarebbe stato alcuno che avesse Interesse ad opporsi alla severità delle leggìi finiva pregando il santo padre di non permettere alla regina di sposare Roberto di Taranto , od alcun altro principe del sangue, il cui valore, sostenuto dal diritto che darebbcgli questa alleanza alla corona, potrebbe toglierla per sempre