358 CRONOLOGIA STORICA corte più di venti leghe; la d' lui disgrazia però non durava a lungo: il potere goduto dai suoi amici ed il merito suo personale lo •fecero ben tosto rientrare in favore. Il conte di Gages lo rimpiazzò nel comando dell’armata. Inseguito dagli Austriaci, questo generale avanzavasi nel 18 marzo 1744 verso il Tronto, cui fece passare alla propria armata sur un ponte di barelle, e dopo essersi riposato quattro giorni a Giulanova nell’Abruzzo, riparti le truppe in varii quartieri nelle città di Pescara, Àtri, Chieti, Cittadella, Pinna e Città di Sant’-Angelo , mentre che gii Austriaci stabi li vansi nella marca di Ancona. Il re di Napoli, senza disegno di rompere la neutralità, sorti nel a5 marzo dalla sua capitale con quindicimila uomini, per congiungersi agli Spagnuoli e difendere le proprie frontiere contro gli assalti dei nemici, che avevano già cominciate le ostilità. La regina sua sposa, per maggior sicurezza, fu inviata a Gaeta, con gran rammarico dei Napoletani, i quali avevano istantemente domandato eh’ ella fosse lasciata a loro difesa. Il principe di LobkOwitz, essendosi immaginato clic-alla testa d’un considerabile esercito, come trovavasi, la conquista del regno di Napoli gli sarebbe tanto più facile quanto che erano in questo paese moltissimi bene affetti alla casa d’Austria, i quali non desideravano altro che una rivoluzione per fare pompa delle disposizioni loro; ed egli attendeva un ordine dalla sua corte per avanzarsi. Ricevutolo sul finir dell’aprile, passò tosto il Tronto, e penetrò nell’Abruzzo; senonchè vi era incontrato da brava gente, che conoscere gli fece il prezzo del valor suo. Riflettendo egli nello stesso tempo che facendo dei progressi da quella parte dovrebbe passare alte montagne, e che.più facendo cammino più si allontanerebbe dal cuore del regno, determinavasi a prendere una più comoda via, ayvicinanuosi a Roma ed a Monte-Rotondo quella stessa che avevano preso i conquistatori del regno di Napoli. Questo cominciò egli ad eseguire verso la metà di maggio. Il re don Carlo, penetrato il di lui disegno, si allontanò da San-Gennano, e, alle sue forze venute a congiungersi quelle dell’esercito spagnuolo, non solo alla difesa accorse delle frontiere, ma credendosi, pei tentativi fatti dall’inimico sull’Abruzzo, sciolto dall’obbligo della neutralità, inviò grossi distaccamenti in diverse piazze dello stalo