DEI RE DI NAPOLI 373 spazio di dicci anni. Però i ghibellini, padroni delle circostanti castella, non permettevangli di sortirne, nè di accamparsi fuori delle di lei mura (Chron. Ritense, c. 99). La città di Brescia, continuamente inquietata dall’infaticabile Cane della Scala, imitò nel 1319 l’esempio di Genova, riconoscendo per signore il re di Napoli; ciò che accettava egli nel 28 gennaio, in Genova , ove ancora trovavasi. I Bresciani furono contenti del preso partito. Roberto , recatosi da Genova alla corte di Avignone, ordinava ai Fiorentini, ai Bolognesi ed alle altre città della lega guelfa, di fornire ai Bresciani i soccorsi di cui abbisognavano; e veniva obbedito. Gilberto da Correggio, capitano di Bologna, loro condusse delle milizie, e, congiuntosi ai guelfi banditi da Cremona, fece con buon successo la guerra ai banditi da Brescia, protetti da Cane, e tolse loro le fortezze di cui eransi impadroniti (Malvec., Chron. Brixian). Koberto, malgrado i rovesci provati in Sicilia, non avea perduta di mira la conquista di quest’isola: nel i3a5 vi inviava Carlo, duca di Calabria, suo figlio, con una flotta considerevole, in parte composta delle galere di Genova. Lo sbarco facevasi davanti Palermo, di cui imprendevasi tosto l’assedio, che durava cinque mesi; al fine dei quali, Carlo fu obbligato di riporsi alla vela, non riportando dalla sua impresa che la sterile soddisfazione d’aver fatti assai guasti nei contorni della città (Giorgio Stella , Ann. Ge-nuensues). Un nuovo sbarco fatto in Sicilia nel giugno dell’anno seguente per ordine di Roberto dal conte Novello, della casa di Baux, con una flotta di ottanta vele, non ebbe più buon successo. 11 poco frutto di questa spedizione fu in qualche modo compensato dall’onore fatto a Roberto dal pontefice, nello stesso anno, di nominarlo cioè vicario dell’impero in Italia vacante imperio, vale a dire duranti le dillerenze di questo papa con Luigi di Baviera, da lui deposto. I pensieri di Boberto però volgevansi sempre alla Sicilia: fiero della fatta conquista, nell’anno i33g, dell’isola di Lipari, fece partire nell’ 11 giugno 134* una nuova flotta, più formidabile delle precedenti, onde impadronirsi di questo regno; ma tutta l’utilità di tale armamento fu la presa di Melazzo, che, privo di soccorsi, rendevasi nel i£ settembre, dopo circa tre mesi d’assedio.