DEI RE DI NAPOLI E DI SICILIA 341 scorse nel 7 gennaio 167(3 la loro flotta, comandata da dei Quesne. L’indomani le due armate vennero a battaglia, e fu essa così terribile, che Ruiter confessò non essersi mai trovato in alcun fatto, nel quale i nemici fossero giunti in miglior ordine e l’azione fosse stata più viva. Ambe le parti attribuivansi la vittoria, ciò che mostra essere dessa rimasta incerta. Quello però che non è incerto si è che la flotta degli alleati, dopo la battaglia, teneva sempre chiuso l’ingresso del porto di Messina, e che ciò obbligava la francese a fare il giro dell’isola per far entrare a Messina viveri, di cui aveva essa grandi strettezze, e questo non ef-felluavasi che nel 21 gennaro. Ruiter ritiravasi a Metazzo, ed ivi attendeva, facendo Riattare i suoi vascelli, onde tornarsene in Olanda; senonchè postosi in viaggio, incontrò una squadra olandese, che gli rimetteva lettere del principe d’Orange, le quali ordinavangli da parte degli stati di rimanere ancora sei mesi in Sicilia. Il duca di Vivonne, ereato maresciallo, fu avvertito come il marchese di Villafranca faceva l’assedio di Agosta, secondato da Ruiter, il quale erasi incaricato di impedire alla flotta francese di avvicinarsi; a tale notizia dava ordine al du Quesne di attaccare la flotta nemica, e questi, incontratala infatti a tre leghe da Agosta, impegnava nel 22 aprile con essa un combattimento, nel quale Ruiter riceveva un colpo di cannone, che troncavagli mezzo il piede sinistro, e.l infrange-vagli la gamba destra, sicché caduto di più d’una tesa d’altezza, si fece un’altra ferita nella testa, più pericolosa che non parve la prima. Fu conseguenza di questa battaglia là liberazione d’Agosta. Ruiter non sopravvisse che sette od otto giorni, e morì a Siracusa nel 29 o 3o aprile. Nel 2 giugno seguente, gli alleati vennero a nuova battaglia con la flotta francese, fra il molo di Palermo e il forte di Castellamarc. La perdita dei primi fu gravissima: dodici vascelli, sei galere, e tre 0 quattromila uomini perirono; c fra questi l’ammiraglio don Diego d’Ibarra e de Gaen vice-ammiraglio olandese, che aveva rimpiazzato Ruiter. I Francesi dopo questa vittoria presero Merrilli, Taormina , il forte di Scaletta ed alcune altre piazze nei contorni di Messina. Il maresciallo di Vivonnc ritornò in Francia nel 1677,