DEI RE DI SICILIA 27S il furor suo, ma invano: tanto fu, dice l’annalista d’Italia^ come s7egli avesse consigliatale ciò parecchi malevoli hanno preteso) la morte di Corradino. La regina Elisabetta, madre di Corradino, alla nuova della di lui prigionia, erasi posta in viaggio, con gran somma d’oro, onde riscattarlo; ma troppo tardi arrivava: diede assai di tale denaro ai monaci del convento del Car-minp di Napoli, a fine che pregassero Dio in perpetuo pel riposo dell’anima sua. Si vede ancora in questa chiesa la di lui tomba e quella di Federico suo cugino (1785). Non restava più, nel 1269, al re Carlo 'altre città a sottomettere che Lucera, nido de’Saraceni. Ne formò in quest’anno l’assedio, e con tanto ardore Io spinse, che dopo •aver ridotti gli abitanti a nutrirsi di erbe, li costrinse ad arrendersi a discrezione. Avutili in suo potere, li disperse in varie provincie, onde impedir loro di riunirsi contro di lui. Parecchi abbracciarono, 0 finsero abbracciare, il cristianesimo. Furono distrutte le mura di Lucera, e passati a (il di spada tutti i disertori che vi si trovarono (Saòas Malespina, 1. 4i c. 20). L’avidità di *Carlo non limitavasi ai paesi che possedeva per diritto di nascita, 0 per forza d’armi: tutta Italia divenne oggetto della sua cupidigia; ed in ciò fu giocoforza, siccome capo di fazione guelfa, che i papi lo secondassero. Così disegnando, inviava ambasciatori alle principali città di Lombardia, invitandole d’intervenire al gran . parlamento ch’egli convocava a Cremona. Là espose egli il suo progetto, e promise a tutti quelli che lo approve^ rebbero la propria protezione e grandi vantaggi. I Piacentini, Cremonesi, Parmegiani, Modenesi, Ferraresi e Reggiani , consentirono senza difficoltà di darsi a lui ; ma i Milanesi, Comaschi, Vercellesi, Novaresi, Alessandrini, Tor-tonesi, Turinesi, Pavesi, Bergamaschi, Bolognesi ed il mar* chese di Monferrato non vollero udirne: volevano Carlo si amico, ma non padrone. Questa divisione di sentimenti dava termine al gran parlamento, senza che Carlo potesse trarre alcun frutto delle alte idee inspirategli dall’ambizione (Mu* ratori, Ann., tom. VII, pag. ^90). Nel 1270, egli condusse una flotta in Africa, in soccorso di san Luigi, ed approdò presso Cartagine; nel 25