DEI RE DI NAPOLI 37g ria, il quale non cercava meno di impadronirsi del regno di Napoli che di vendicare la morte del fratello. Col doppio disegno, egli rccossi a Monaco, presso P imperatore Luigi di Baviera, a cui papa Clemente VI avea dato nel 19 luglio i346 un concorrente in Carlo di Luxemburgo. Il risultato di questo viaggio fu una lega clic i due principi conclusero. 11 re d’Ungheria riuscì anco, col mezzo di denaro fatto spargere per mezzo dei propri emissarii, a farsi gran numero di partigiani nel regno di Napoli e negli altri stati di Italia, i quali servirono a preparare la rivoluzione da lui meditata. Giovanna, nell’imbarazzo in cui gettavaula le circostanze, vide il bisogno di rimaritarsi; ma piuttosto che fa ragione, decise della sua scelta l’inclinazione. I suoi conosciuti legami fino dal primo suo matrimonio, con Luigi di Taranto di lei prossimo congiunto, determinavanla a dargli la mano, nel 20 agosto i346, senza attendere la dispensa del papa, c prima che fosse spirato Panno di vedovanza. Tale matrimonio, lunge di arrestare il re d’ Ungheria, non servì che ad affrettare il di lui viaggio in Italia. Invano la regina scrivevagli una commovente lettera, onde lavarsi del delitto imputatole, e raccomandargli il figlio. La insultante risposta che ne ricevette e comunicò al consiglio venne riguardata come una dichiarazione di guerra, e fu risolto di porsi prontamente in istato di difesa. E avrebbesi dovuto provvedervi ben prima; mentre il re di Ungheria, partito nel 3 novembre 1347 dalle frontiere dei propri stati, giungeva nello stesso mese presso Udine nel Friuli, accompagnat6 da circa mille cavalieri, i quali servivano come di vanguardia al considerabile esercito, che seguivalo, e che la mancanza di viveri avevaio obbligato a dividere in parecchi corpi. Giunto a Cittadella, vi era accolto onorevolmente da Jacopo di Carrara, signore di Padova; e resosi a Vicenza ed a Verona, vi fu colla stessa distinzione ricevuto dai signori Mastino ed Alberto della Scala; e, ad eccezione d’Imola e di Faenza, l’entrata delle quali gli venne dal duca di Romagna in nome del papa interdetta, egli non ebbe motivi che di soddislazione dall’accoglimento fattogli in tutti i luoghi onde si presentò. A Foligno, nell’Umbria, trovò il legato del papa, il quale iutrattenevalo degli ailai'i del regno di Napoli, e gli iiiti-