DEI DUCHI DI NAPOLI 205 dronì del castello di Cuma; e fu dietro preghiera di papa Gregorio II che Giovanni, riprese questo castello.Non puossi dire però quanto tempo conservasse poscia il ducato. EXILARATE era duca di Napoli l’anno 726, c morì col proprio figUo nella guerra che fece ai Romani, sollevati contro l’imperatore Leone l’Isaurico. STEFANO I era vescovo e duca di Napoli nel 780; e ciò ne vien fatto di apprendere dalla lettera sessantesima di papa Adriano I, colla quale informa egli il re Car-lomagno che Stefano vescovo e duca di Napoli gli ha dato avviso della morte dell’imperatore Costantino (0 piuttosto Leone IV, come certamente avrà avuto il testo originale, che i copisti avranno corrotto, sostituendovi il nome di Costantino). Stefano era stato ammogliato prima d’esser vescovo, e lasciò una figlia, domandata Eufrasia, che sposò il di lui successore. TEOFILO 0 TEOFILATO, genero c successore del vescovo e duca Stefano, nel di lui ducato, ebbe il titolo di console. Avendo egli voluto dare ai Napoletani uno straniero per vescovo, il clero irritatone faceva sollevare il popolo, e la confusione cagionata da questa discordia spar-gevasi in tutti gli ordini de’ cittadini. I più saggi, onde ristabilire la calma, portaronsi a trovare Eufrasia consorte di Teofilo, riportandosi ad essa sulla scelta del' prelato. Ella nominò un laico vedovo, nominato Paolo, che fu il secondo vescovo di Napoli di questo nome, e tale scelta appagava ogni ordine. Teofilo era ancora duca nel 788. ANTIMO, dopo la morte di Teofilo, pervenne al ducato di Napoli, ed amministrollo assai saggiamente. Egli avea sposata Teodemanda, che non cedevagli punto in virtù, e insieme fondarono chiese ed ospitali. 1 Saraceni d’Afric» infestavano le isole vicine all’Italia, ed il patrizio Gregorio, che comandava in Sicilia, ordinò nell’ 813 al duca di ■Napoli di raccogliere tutti i vascelli del di lui ducato per venire in suo soccorso. Antimo scansavasi sotto diversi pretesti di eseguire quest’ordine-, però que’di Gaeta e d’A-