a?8 CRONOLOGIA STORICA sotto pretesto di cercare se avesse qualche arma nascosa fra le vesti ; il padre ed il marito, che trovavansi poco distanti, accorsero cogli amici alle grida di lei, e nel primo trasporto di collera esclamavasi doversi uccidere gli insolenti. Il popolo accorreva, e piombava su questa licenziosa soldatesca, una parte della quale veniva massacrata all’istante, e l’altra inseguita nella città, ove tutti i Francesi senza distinzione vennero uccisi (i); e così accrescevasi la rabbia nella moltitudine, che non risparmiava nè donne uè fanciulli, nè perfino le siciliane gravide di Francesi. Questo fatto fu appellato i Vespcri Siciliani ; ma è falso che alla stessa ora si facesse man bassa sui Francesi in tutta Sicilia, e che i Palermitani proclamassero re Pietro d’Aragona ; chè inalberavano invece la bandiera della Chiesa, e proclamavano loro sovrano il papa. Usciti poscia in armi dalla città, trascinarono nella rivolta Palermo, Moutreale, Cohigione, Carini, Termini ed altre città, le quali pochi giorni dopo fecero man bassa sui Francesi che in esse trovavansi. Nel il marzo seguente, gli stessi massacri succedevano a Cafalcdi, Trapani, Marsale e Mazara. I Messinesi non furono così pronti a dichiararsi; però il fecero prima dell’aprile, uccidendo o scacciando tutti i Francesi. Cario ricevette a Montefiascone, ove trovavasi con papa Martino IV, la nuova di questa rivolta, da un corriere speditogli dall’arcivescovo di Montreale; e rotta per la collera, senza dire parola, la canna die aveva fra mani, finalmente proruppe, che lascierebbe tanto terribile esempio da far tremare tutti i ribelli. Inviava tosto dal principe di Salerno, suo figlio, che trovavasi allora in Provenza, ordinandogli recarsi alla corte e dai grandi di Francia, onde sollecitare soccorsi per vendicare l’oltraggio fatto alla nazione; nello stesso tempo faceva i suoi preparativi, onde recarsi a gastigare i Siciliani ; e siccome poco innanzi erasi crociato per Terra Santa col principe di Salerno, videsi ben (i) Per distinguere i Francesi, e non confondere con essi i Siciliani nella carnificina, si obbligavano quelli che era» sospetti a pronunciare la parola ciceri, e dall1 accento giudicavasi se erano stranieri. Non si rispar» rniò in Palermo altri Francesi che il solo Guglielmo di Porcelets, governato« di Pozzuòlo, in considerazione della giustizia e virtù sue.