j 63 CRONOLOGIA STORICA codesto monastero. Egli regnò pacificamente fino che visse l’imperatore Enrico li; ma alla morte di esso, avvenuta nel luglio 1024, le cose riguardo a Pandulfo cangiarono: Corrado II, successore di Enrico (1), guadagnato da Gui-maro principe di .Salerno, liberò di prigione Pandulfo ed il fe’ ricondurre in Italia, ove questi, rinnovate le alleanze coi signori della Puglia, coi conti dei ¡Vlarsi e col catapan Bojano, raccolse un corpo di truppe, e con esso nel settembre ioa5 presentossi davanti a Capua, di cui s’impadroniva nel maggio del seguente anno, dopo otto mesi di assedio (Anonimo. Cassinense). Il disgraziato Pandulfo di Teano si vide allora costretto di riparare a Napoli col figlio Giovanni; ma essendo il di lui rivale riuscito nel seguente anno a soggiogare anche questa città, come’vedremo in appresso, egli confinavasi, quasi in perpetuo esilio, a Roma, ove finiva i suoi giorni (Leo Ostiens., lib. II, c. 5y; e Chron. Cavcns. ad ann. 1026). Dopo la di lui morte, la contea di Teano venne divisa tra i suoi figliuoli Pandulfo, Gisulfo, Pietro e Giovanni. Dopo tale divisione, la contea di Teano cominciava a venire appellata la terra dei figli di Pandulfo, e da essi trassero l’origine i signori di Ca-jancllo, di Marzana, di Presenzano e di Roccaromana, famiglie tutte contate fra le più illustri ed antiche del principato di Capua. Paldulfo, non contento d’avere ricuperato il Capuano, aliava il ducato di Napoli, e nel 1^27 coi soccorsi fornitigli da'suoi alleati stringeva d’assedio, questa capitale, dietro l’invito degli stessi abitanti. Sergio, che erane duca, non avendo che debole guarnigione, ne sortiva per ricercare altrove soccorsi, ciò che però non venivagli fatto. La piazza fu costretta ad aprire le porle agli assedianli, e Paldullo vi entrò vittorioso nel i5 settembre 1027. Napoli diveniva cosi tributaria di Capua, ma però per breve tempo. Paldulfo, per le estorsioni, le rapine e le crudeltà sue, irritò i Napoletani, e facilitò cosi il ritorno del duca Sergio, il quale ottenute dai Greci alcune milizie, e preso al suo soldo il conte Rainulfo con alcuni Normanni, dopo due anni e (1) Bnìnaldo s’inganna dicendolo figlio del suo predecessore. Suo padre era un altro Enrico, duca di Francoma.