ai8 CRONOLOGIA STORICA » una parola tutti i giudizi! ne dipendevano, e si regola-» vano conforme a quello ch’esse statuivano. GIOVANNI VI, dopo Sergio VI, si trova nella serie dei duchi di Napoli. S’ignora quanto durasse il di lui reggimento. Una carta riportata dal Capaccio è il solo monumento in cui egli si trovi nominato. Ebbe per successore SERGIO VII, ultimo duca sovrano di Napoli. Roggero re di Sicilia e duca di Puglia e di Calabria, aliando aggiungere il ducato di Napoli alle sue conquiste, trovò facilmente pretesti per dichiarargli la guerra. Sergio, troppo debole per• resistergli, sottomettevasi nel ii3i, a condizione che Roggero gli lascierebbe il titolo di duca ed il governo di Napoli; senonchè lamentando poscia la perduta sovranità, ribellossi più volte per ricuperarla, ma sempre senza fortuna, e finalmente periva in una battaglia nell’anno 1137. Roggero ed i re suoi successori, incantati deHa situazione di Napoli e dell’ aria salubre che vi si respirava, applica-ronsi ad estenderla ed ordinarla con nuovi edifizi ; se non che l’imperatore Federico II, durante il soggiorno da lui fatto in Sicilia, fu quello che maggiormente la abbellì. «Gli autori, dice il Giannone, che non vogliono conve-» nire che il re Guglielmo li fosse quello che fece innal-» zare in Napoli il castello Capuano, dicono non esservi » allora che quelli dell’Uovo e di Sant’-Erasmo, di cui » erano stati fondatori i principi normanni, e che quello » che domandasi Capuano fu costruito per ordine di Fe-» derico nel 1223. Questo principe, aggiunge egli, fu il » primo che colle sue beneficenze inverso Napoli gettò le » fondamenta della grandezza alla quale in seguito eleva-r> vasi questa città. Nel 1224 egli vi stabilì un’accademia » per tutte le scienze, e con questo mezzo Napoli fu po-» polata, perchè non solo tutti gli studenti delle altre pro-» vincie portaronsi ad abitarla, ma dalla Sicilia eziandio » ne passavano molti. Varii motivi determinavano questo » principe a ristabilire in Napoli una scuola sì celebre, n come dice egli stesso nelle sue lettere a Pietro delle Vi->1 gne, suo secretario e consigliere; i.° perchè questa città » era sempre stata riguardata come la madre ed il sog-» giorno degli studii ; a.° pella dolcezza del dima; e final-