3i6 CRONOLOGIA STORICA Il re Renato, uscito dalla lunga prigionia, ove ritene-valo il duca di Borgogna, giunse nel 19 maggio 1438 a IVapoli. Essendos' “ - ' -0 seguente con Mi-_ vedendosi alla testa di diciottomila uomini, inviava ad Alfonso una sfida, alcuni dicono di singolare combattimento, altri di generale battaglia, a fine di terminare la loro querela con un colpo «decisivo. Questa sfida però non aveva effetto. Nel i4^9, Alfonso tentava invano di liberare il Ca-stel-Nuovo di Napoli, a cui le truppe di Renato avevano posto l’assedio. La piazza, nella quale eravi guarnigione aragonese, obbligata ad arrendersi nel 24 agosto, festa di san Bartolammeo, fu consegnata agli ambasciatori del re di Francia, i quali, malcontenti del re d’Aragona, rimet-tevanla a Renato (Giornale Napoletano). Alfonso però ri-sarcivasi di tale perdita colla presa di Salerno, di cui investì Raimondo Orsini, che nello stesso tempo creò duca di Amalfi (ìbid.). Egli però avea sempre a cuore la ricupera di Napoli, e inteso avendo come la gioventù napoletana trovavasi al campo di Renato, credette l’occasione favorevole per sorprendere questa città. Bloccato il portò con vascelli onde impedire l’entrata per mare di vettovaglie, divise l’armata terrestre in due corpi, dei quali uno comandava egli stesso, l’altro il fratello suo, 4on Pietro. Già cominciavano gli abitanti a romoreggiare, e parlavano dì arrendersi, allorché un funesto accidente mandava a vuoto il tentativo di Alfonso. L’infante era occupato a far tirare contro la chiesa di Santa-Maria del Carmelo, ove eravi una batteria, quando una palla di cannone, di là partita, colpivalo nella testa così fattamente che non se ne trovò più la benché minima parte. Ciò avveniva nel 17 ottobre i43g, mentre il principe non contava che ventisette anni d’età. La sua morte cagionava generale costernazione nell’ armata, di cui, pel suo valore e bontà, avea meritato la stima e l’affetto il più tenero: la stessa regina Isabella, móglie di Renato, onoravalo dellé sue lagrime. Alfonso, malgrado il proprio cordoglio, voleva dare l’assalto l’indomani, ma sopravvenuta una dirotta pioggia, non eragli fatto possibile di eseguirlo*, e come essa durò parecchi giorni, questo contrattempo, unito all’avvicinarsi dell’inverno, obbligavalo di le- chele Attendolo famosi capitani, e