CRONOLOGIA STORICA gero, poiché non gli venne fatto di unite a’propri interessi i Beneventani, ripiegavasi, come fuggendo, verso Ponte-San-Valentino, e pef ben otto giorni metteva tutto questo paese a ferro e a fuoco. Roberto ed il conte Rainulfo, informati della partenza del re, fecero inseguirlo da un corpo di truppe, il quale sopraggi untolo, gli diede battaglia a’ 24 luglio 1132, il cui successo non corrispose al valore straordinario dimostratovi dal re. E mentre questi ritornava in Sicilia per far nuove leve, l’imperatore Lotario giungeva in compagnia di papa Innocenzo a Roma, ed il principe e il conte d’ Alife portavansi pressò di essi onde chieder loro soccorsi contro Roggero; non ne riportavano pctè che vane promesse. Roggero^ tornato dalla Sicilia nel 1133, con numeroso esercito di Siciliani e Saraceni, sottomise la Puglia così rapidamente, che il principe Roberto entrò in timore pei propri domimi; nè sperando soccorsi da Lotario nè dai Tedeschi, imbarcossi, onde sollecitarne a Pisa. I Pisani, collegati allora coi Veneziani e coi Genovesi, gli fornirono una flotta di cento vascelli , colla quale giunse egli nel marzo ii34 A Napoli; e di là passò rapidamente in Aversa, i cui abitanti senza esitazione gli si arrendevano. Sergio duca di Napoli ed il conte Rainulfo, informati come pel trattato concluso -da Roberto coi Pisani erasi desso impegnato di pagar loro tre mila libbre d’argento, si affrettarono a spogliare le chiese di Napoli e di Capua, onde soddisfare questo debito. Infraltanto Roggero, fece salpare dal porto di Salerno lt» sessanta galere che avea condotte dalla Sicilia, per recarsi davanti a Napoli, ed egli stesso colle proprie milizie avvicinavasi a questa città; però la valorosa difesa dei Napoletani obbligandolo a tenersene lontano, se ne risarciva col devastarne ij territorio, dopo di ehe, carico dirottino, ritornavasene a Salerno. Le conquiste che in seguito egli fece di moltissime terre e castelli, empivano di terrore Napoli, Benevento e tutto il principato di Capua; ed il conte Rainulf» non cessava di eccitare i baroni del paese a seco unirsi onde arrestare i progressi tli questo eroe, ma ben tosto accorgevasi come esso aveva avuta la . destrezza di corromperli. Il principe Roberto, inabile di resistere colle sole sue forze al* re, portavasi da prima a