• DEI RE DI SICILIA. 289 (lamento, pervenuta in Sicilia, vi spargeva la costernazione; e la regina Costanza ed il di lei figlio Federico inviavano ambasciatori al re Jacopo, in Catalogna, onde persuaderlo a romperlo; senonchè questo monarca rimaneva fermo nel fatto accordo. Federico, suo fratello, mostravasi fermo egualmente nell’abbracciato partito; sì che chiamato da papa Ronifacio Vili, accompagnato da Giovanni di Procida e da Roggero di Loria, portavasi bensì dalla Sicilia a Velletri, ove il pontefice trovavasi, ma frustrava le speranze del papa, il quale invano adoperavi l’eloquenza sua e le più belle promesse onde guadagnarlo: egli rispondeva non potere cedere i propri diritti sulla Sicilia, senza aver consultati i popoli di quest’isola. Bonifazio perciò inviava sul luogo Giovanni di Calamandrano, suo confidente, il quale nulla lasciava intentato onde secondare le viste del papa; ma gli veifiva risposto che se prontamente non fosse uscito daU l’isola, la di lui vita non sarebbe stata sicura: tanto era l’odio dei Siciliani contro i Francesi, ed il timore di ricadere, in loro dominio; Calamandrano non ebbe allora altro partito che ritornarsene più clic di fretta (V. D. Giacomo II re iFAragona). • * * FEDERICO Io IL* 1296. FEDERICO, fratello di Jacopo re di Aragona, venne eletto re di Sicilia, nel i5 gennaio, dai Siciliani, i quali non ebbero alcun riguardo al trattato stipulato fra Carlo II ed il re d’Aragona. Nel 25 marzo seguente, giorno di Pasqua, egli venne coronato nella cattedrale di Palermo; e poco tempo dopo fece con Roggero di Loria uno sbarco in Calabria, ove prese Squillazzo ed altre piazze. Papa Bonifacio Vili, intesa la incoronazione di Federico, fulminò contro di lui tutte le pene spirituali e temporali. Il re d’Aragona, resosi nel 1298 a Roma, vi fu colmato di benedizioni e caricato d’oro da Bonifazio VIII, e dopo ciò egli prendeva la via di Napoli, onde concertare col re Carlo suo patrigno i mezzi di sottomettere la Sicilia a quest’ ullimp ; ma per non sorprendere il proprio fratello Federico, fa'cevalo#s«crctaiuente esortare a ceder le con- t! xviii. 19