DEI RE DI NAPOLI E DI SICILIA 353 gior parte delParmata, che, assaliti i Tedeschi, quasi senza combattere ponevali in rotta, facendone prigionieri il maggior numero;-il rimanente salvavasi a Bari. In ricognizione di si importante servigio, il conte di Montemar venne creato duca di Bitonto con una pensione di cinquantamila ducati. Gli Spagnuoli si impadronirono poscia di Brindisi e Pescara, di cui fecero prigioniera la guarnigione. Ciò perp che più loro stava a cuore era la città di Gaeta, piazza importantissima, e provvista di viveri e munizioni per lunga e vigorosa difesa. Il giovane re don Carlo ne imprese P assedio nel 3i luglio, e nel 7 agosto se ne impadronì mercé la ritirata della guarnigione tedesca. Sul rifiuto degli abitanti di venire ad un accordo col generale d’artiglieria, ebbero il rammarico di veder trasportare a Napoli tutte le campane, eccettuate le più piccole di due 0 tre conventi; bella vendetta! dice Muratori, di punire le chiese con tale spoglio! Rimaneva a conquistare la Sicilia; e senza indugio vi si disposero. Nel 25 dello stesso mese di agosto, il duca di Montemar imbarcavasi, con grande convoglio di trenta tàrtane, cinque galere, cinque vascelli da* guerra, due pa-landre e molti altri minori legni, ed approdava sul finire del mese a Palermo. Questa città trovavasi senza difesa, ed il senato aifrettossi a presentare i suoi omaggi e quelli del popolo alla- casa reale di Spagna. 11 duca di Montemar, già nominato viceré, vi entrava tra le acclamazioni nel 2 settembre. Di là conduceva egli l’armata a Messina, i cui abitanti aveano ottenuta permissione di arrendersi, stante che il principe di Lobrovitz, comandante della piazza, aveva ritirato le guarnigioni dei castelli di Matagrifon, di Ca- * stellazzo e di Taormina, per difendere il solo castello dj Gonzaga; il quale dagli Spagnuoli con gran difficoltà venne preso; fecero essi in seguito l’assedio di Trapani e di Siracusa, di cui più facilmente s’impadronirono. Oramai gli imperiali non contavano nel regno di Napoli che la città di Capua^ ed il conte di Traun, che erasi in essa rinchiuso, distinguevasi in varie sortite, ma finalmente, mancategli .le risorse, capitolava nel 22 ottobre, e sei giorni dopo rendeva la piazza, la cui guarnigione venne scortata fino à P*ari ed a Manfredonia, ond’ essere trasportata T. XVIII. a3