DEI CONTI E PRINCIPI DI CAPUA 143 donandolo poscia a Sergio duca di Napoli, che teneva prigione anche il di lui avo, padre di Marino. Fin dalla morte di Landenulfo, il conte Landone era attaccato da una paralisi, che lo tenne ammalato per lo spazio d’un anno. Il duca Sergio, ad onta dell’alleanza clic legavaio con Landone, approfittava di questa sua infermità, e col soccorso di Ademaro gli moveva la guerra. Landone opponeva loro con un corpo di truppe il giovane suo figlio dello stesso nome, i( quale, inteso come Gregorio c Cesare figli di Sergio c Landolfo di Suessola di lui genero con uu esercito di ben settemila uomini tra Napoletani e Amalfitani venivano ad assediare Capua, pieno d’ardire moveva lor contro, ed incontratili dopo che ebber passato il Clanio, gettossi su loro come un leone, sbaragliò un’ ala dell’esercito, fece prigione Cesare figlio del duca con ottocento uomini clic lo accompagnavano, e la rimanente armata pose in fuga. Questa vittoria nella cronaca dei conti di Capua è datata il 7 maggio 860. La malattia del vecchio Landone peggiorava, e vedendosi egli presso a morte, chiamò i fratelli suoi Pandone ed il vescovo Landolfo, c raccomandò loro il giovane suo figlio Landone, senza accorgersi, dice il Muratori, che raccomandava ai lupi l’agnello. Egli mori nel febbraio 861. Lasciò di Aloara, sua sposa, quattro figli, il maggiore de’quali, di cui abbiamo parlato, tu suo successore; Landulfo, detto Suessola, genero del duca Sergio; Landulfo; c Pandone; nonché due figlie, cioè Lan-delaja che abbiamo accennata, ed N. .. LANDONE il GIOVANE, soprannominato CYRRUTU, cioè il Crespo, successore di Landone il Vecchio suo padre, .era disposto a vivere in pace co’suoi vicini; ma l’ambizioso Pandone, suo zio, continuava nelle • ostilità contro il principe Ademaro ; e Gaifre, instigato da lui e da Landolfo suo fratello, impadronivasi di Ademaro, c lo poneva in un carcere. Non contento Pandone di tanta perfidia, fece acciecare Ademaro nell’ 866 ( Muratori, Ann. d?llal., t. V, pag. 70) c pose in suo luogo Gaifro ‘(V. i principi di Salerno). Però non appena il nuovo principe saliva sul trono, che i due fratelli violavano il giuramento di fedeltà che fatto avcangli, e volgevano le armi contro di lui: essi non