DEI RE DI NAPOLI 3Gg poli nel 5 o 6 maggio, all’età sua di seSsantatre anni, dopo averne regnato ventitré; principe, dice il Muratori, che non ebbe eguale in liberalità, giustizia e clemenza: virtù che 10 fecero piangere amaramente dai sudditi, spezialmente napoletani, cui avea egli colmato di beneficenze, e la cui città aveva abbellita. Tale ritratto è ben differente da quello che fa dello stesso principe Paolo Giovio, che lo incolpa di sfrenata libidine, di lurida indecenza nei vestiti, senza parlare, aggiunge questo scrittore, della schifosa deformità del suo corpo. Il di lui cadavere venne trasportato ai Domenicani della città d’Aix in Provenza, ove è conservato in un feretro di cipresso, nel quale dicesi che si trovi anco 11 di lui scettro di ferro (Expilli). Questo principe ebbe dalla sua sposa, Maria, figlia di Stefano V re d’Ungheria, (morta nel 25 marzo i323) nove figli e cinque figlie. I maschi sono: Carlo Martello, re d’Ungheria; Luigi, vescovo di Tolosa, morto in odore di santità nel 19 agosto 1297; Roberto che segue; Filippo, principe di Taranto, imperatore titolare di Costantinopoli, da parte di Catterina di Valois, sua seconda sposa, morto nel i332; Raimondo Berengario, conte di Provenza, morto, senza aver preso moglie, nel i3o5; Giovanni, morto giovane; Tristano, principe di Salerno, morto giovane aneli’esso; Giovanni, principe di Morea, stipite dei duchi di Durazzo; e Pietro, dettò Tempesta, duca di Gravina, morto nel 29 agosto i3i3, alla battaglia di Monte-Catino. Le figlie: Margherita, sposa di Carlo di Valois; Bianca, maritata a Giacomo II, re d’Aragona; Eleonora, sposa di Federico, re di Sicilia; Maria, sposa di Sancio, re di Majorica; Beatrice, maritata, 1“ con Azzone Vili, marchese d’Este e di Ferrara, 2.° nel i3c>9 al più tardi, con Bertrando di Baux. Carlo 11 lasciava anco un figlio naturale, domandato Galeazzo. Noteremo qui che i re di Napoli, dopo lo smembramento della Sicilia, hanno sempre preso il titolo di re di Sicilia, e non mai di re di Napoli, non dando ai possessori dell’isola clic il titolo di re di Trinacria. Ancor oggi il principe clic possedè questi due regni si qualifica re delle Due Sicilie. Sotto il regno di Carlo II, e verso il i3oa, Flavio Gioia, cittadino di Amalfi, avendo osservata la proprietà che la T.'XVIIL 24