352 CRONOLOGIA STORICA Muratori, stavano attenti se gli Spagnuoli incontrerebbero opposizione sulle frontiere; ma noti ne trovarono alcuna. Passato il Volturno, presero la via di Capua, e pervennero a Sant’-Angelo-di-Rocca-Caneria senza difficoltà di sorta. Quello che facilitò la sua marcia fu la querela elevatasi fra i due generali dell’impero: Caraffa, italiano, e Traun, tedesco; il primo sosteneva essere più vantaggioso ritirare le guarnigioni dalle piazze fortificate, per riunirle all’armata imperiale, e metterla cosi in istato di marciare contro il nemico : a lui sembrava che una vittoria campale sarebbe stata la salute del regno; ma al contrario Traun pretendeva doversi tenere le milizie sparse nelle varie fortezze, e che in tal modo, e col soccorso di ventimila uomini che atten-devansi dalla Germania, facilmente si ricupererebbe Napoli. Tale opinione prevalse, e fu la ruina dei Tedeschi, i quali non ricevettero soccorsi, e perderono tutto. Napoli non attese l’arrivo dell’infante per sottometterglisi: inviavagli de- {lutati, i quali recatisi presso di lui il 9 aprile a Madda-ori, luogo situato quattordici miglia distante da questa città, gli presentarono le chiavi, dopo di che coprironsi il capo alla di lui presenza, come usavano i grandi di Spagna, dietro un privilegio di questa capitale. L’indomani un corpo di tremila Spagnuoli entrava pacificamente in Napoli, mentre l’infante passava ad Aversa, ove stabiliva i suoi quartieri, fino a che fossero distrutte le fortezze circondanti la capitale. Nel 25 dello stesso mese, il castel Sant’-Ermo si rese; gli altri forti, dopo breve cannonamento, ne seguiron l’esempio, e nel 6 maggio il territorio fu interamente liberato dai Tedeschi colla presa di Castel-Nuovo. Sgombro degli imperiali il paese di Napoli, don Carlo fece nel 10 maggio la sua entrata solenne in questa città, tra le acclamazioni del popolo. Nel i5 dello stesso mese, un corriere apportava da parte di Filippo V a don Carlo un diploma, col quale veniva egli dichiarato re delle Due Sicilie. La gioia del popolo e le feste raddoppiarono allora, chè da due secoli non aveano veduto nel regno i propri sovrani. Trovavansi allora a Bari settemila soldati imperiali, e correva voce che attendessero seimila Croati per rinforzo. Il duca di Montemar però ne preveniva l’arrivo, facendo marciare a gran giornate, dalla parte di Bitonto, la mag-