338 CRONOLOGIA STORICA su Jacopo d’Aragona, re titolarlo di Majorica, conte di Rossiglione e di Cerdagna, di cui non aveva egualmente clic il titolo. Il di lui padre era stato ucciso nel 1349, combattendo per riconquistare l’isola di Majorica, della quale avealo spogliato Pietro IV, re d’Aragona. Jacopo, preso in quella battaglia, fu inviato a Barcellona, ove rimase prigioniero quasi tredici anni. Ebbe la fortuna di fuggire dalla sua prigione nel 26 maggio i36a, c trovavasi senza patria e senza risorse, allorché la regina, nel 14 dicembre dolio stesso anno, offersegli la sua mano. Le condizioni da lei impostegli furono quelle d’un sovrano al suddito. Ridotto al titolo di re di Majorica, non potea prendere quello di re di Napoli, nè ricevere I’omaggio-ligio dei baroni, nè il giuramento di fedeltà dagli altri; ogni amministrazione del regno eragli interdetta, e, per ultima clausola, veniva escluso dalla successione al regno, nel caso che la regina ed i figli che fossero per nascere dal loro matrimonio morissero prima di lui. La situazione nella quale trovavasi Jacopo d’ Aragona fe-cegli accettare cosi umilianti condizioni, ed il matrimonio si concluse nel i4 dicembre i362, e si celebrò nel 1363, circa un anno dopo la morte di Luigi di Taranto. Jacopo annoiavasi ben tosto dell’inferiorità del rango e dello stato di subordinazione in cui la regina sua sposa tc-nevalo; cd essendosi azzardato a prendere in alcuni atti il titolo di re di Napoli, indisponeva contro di sé non solo i principi del sangue, ma il papa eziandio. Irritato da tante opposizioni, ritiravasi alla corte di Pietro il Crudele, re di Castiglia; scnonchè posto a morte questo principe nel 1368 da Enrico di Transtamare suo fratello naturale, Jacopo cadeva in potere di quest’ ultimo , il quale però rendevagli nel seguente anno la libertà, mercè sessantamila ducati d’oro, pagati pel suo riscatto dalla regina Giovanna (Muratori). Di ritorno a Napoli, l’inquietudine e l’attività del suo genio ne lo fecero sortire di nuovo, per abbandonarsi a novelli azzardi. Assicuratosi della protezione dei re di Francia e di Castiglia, passò le Alpi, e, raccolto un corpo di armati, intraprese la conquista del Rossiglione e della Cerdagna. Vi fece alcuni progressi, ma avendo penetrato fino in Aragona, vi provò tali rovesci che gli fecero perdere il frutto dei suoi primi successi. Egli morì in questo paese