142 CRONOLOGIA STORICA conoscersi vassalli del principato di Salerno. Infatti il duca presentavasi colle sue truppe dinanzi a Capua, e ne imprendeva l’assedio. Landone era disposto ad un accomodamento, ma Landenulfo ed il vescovo Landulfo altamente protestarono che giammai confessercbbersi uomini ligi del principe di Salerno; ed in conseguenza di tale dichiarazione, 1’ assedio venne incominciato con tanto furore, che, non contento il duca di battere le mura, faceva abbruciare tutto il grano della campagna; ciò che riduceva gli assediati a promettere al principe di Salerno il giuramento di fedeltà ch’egli esigeva. Solo Landenulfo rifiutò di entrare in alcuna composizione, e la fermezza sua gli Iacea perdere la gastaldia di Sora, di cui era provveduto, e di più venivangli tolte le città d’Arpino, di Vicalbo e d’Atino, le quali mercè un trattato fra il principe di Salerno- ed il duca di Spoleti a questo vennero aggiudicate. Cosiffatte perdite cagionarono, a Landenulfo così acerbo rammarico, che immaturamente moriva nell’ 85g. Dopo ciò Landone trasportavasi a Napoli per visitare il duca Sergio, e là incontrava Gaifro, che da molto tempo era stato da Salerno sbandito, il quale indirizzavasi'.a Sergio, e pregavalo interporsi onde fargli ottenere in isposa una figlia ìli Landone; senonchè, avendo Sergio negletto l’affare, egli ebbe il coraggio di fare à Landone medesimo la sua domanda, e così favorevolmente venne essa accolta, che Landone offrivagli quella delle pro- Erie figlie che avrebbe scelta. Gaifro dava la preferenza a andclaja, senza far conto di certi difetti, che però • ella con gran prudenza nascondeva. A tali nozze assistette un certo Montula, il quale godeva della familiarità del principe di Salerno. Landone pregavalo di impiegare il credito suo per ottenere al di lui-genero il perdono ed il richiamo alla patria. Montula da prima scusavasene per la difficoltà che vi avrebbe trovata ; ma vinto alfine dalle reiterate istanze del conte, acconsentiva; e riuscì in fatto di far levare il bando di Gaifro, il quale ritornava con la sposa a Napoli, carico dei donativi del suocero (Anon. Saler., c. 89). ¡»frattanto Pandone, fratello di Landone, continuava la guerra contro il principe Ademaro, in vendetta dell’oltraggio che questi avea praticato al figlio di Marino, conte d’Amalfi, suo parente, facendolo imprigionare, ed abban-