3o CRONOLOGIA STORICA cardinale, tramò con molti suoi parenti una congiura, per ¡spogliare del dogado Battista Fregoso, proprio nipote; e nel 25 novembre, attiratolo nel suo palazzo, ritenevalo prigioniero, lo obbligava con grandi minaccie a cedergli la fortezza, e facevasi nel giorno stesso proclamar doge. La sommissione di Battista Fregoso servi d’ esempio alla città tutta, ed assicurò a Paolo il pacifico godimento della sua usurpazione. Nel 1487, i Fiorentini impadronivansi di Sarzana, che il Fregoso aveva loro ceduta, adonta della condizione impostagli dalla repubblica di Genova nel 1421, accordandogliene 1’ usufrutto. La perdita di questa piazza, che era una chiave del Genovese, afflisse il doge, tanto più che temeva egli non traessero partito i Fiorentini dalle divisioni di nuovo insorgenti a Genova, per progredire nelle conquiste sulle terre genovesi; sicché risoluto di rimettere Genova sotto il dominio del duca di Milano, e approvato codesto partito dai principali genovesi, si spedivano deputati a Lodovico Sforza, reggente del milanese, per trattar delle condizioni: al loro ritorno, le bandiere del duca Giovan Galeazzo Maria furono inalberate in-Genova, e Agostino Adorno ne venne eletto governatore. Nel 1495 Carlo Vili re di Francia, eccitato dai Fregosi e dai Fieschi, fece un tentativo sullo stato di Genova, che però riusciva infruttuoso. La flotta da lui inviata sulle coste della repubblica, venne battuta e saccheggiata; ed il suo esercito, che trova-vasi sotto le mura della capitale, udita tale disfatta, si ritirava. Sarzana, cui Carlo Vili avea obbligato i Fiorentini di cogsegnargli, tdrnò nel 1496 ai Genovesi, dappoiché il conte Antonio di Luxcmburgo comandante del medesimo ebbela abbandonata. Nel 1499 i Genovesi vedendo Luigi XII, successore di Carlo VIII, signore di Milano, gli inviarono in codesta città un’ambasceria per mettersi sotto la protezione di Francia. Nel i5o6, il popolo si sollevava contro la nobiltà, e spingeva a segno la rivolta da obbligare i nobili ad abbandonar la città, lasciando in balia del popolaccio i palagi loro, che furono saccheggiati. Filippo Ravestein, governatore pel re, dopo inutili tentativi per sedare i tumulti, vedendo sprez-