-206- Con questa nomina il Senato riconosceva le eminenti doti del Morosini che tanto aveva fatto per la difesa di Candia e che nel medesimo tempo ben conosceva l'Armata nella quale aveva prestato ininterrotto servizio fin dall'inizio della guerra. Nel febbraio 1658 il Morosini inviò ai Dardanelli il Ca­pitano delle Navi Girolamo Contarini colle unità a vela ed egli si recò invece coll'Armata sottile a Scio, a Stampalia, a Halchi ed a Scarpanto per fornire di remiganti le galere. Il 3 marzo però egli fu sorpreso da una violenta tempesta. La sua galera perdette il timone e le altre si dispersero, ed egli giunse a Scarpanto seguito da due sole galere . Tre galere affondarono (1) ed una galeazza si perdette sugli scogli presso Spinalonga. I resti dell'Armata si concentrarono a Stampalia da dove il Mo­rosini si recò a Sdille e quindi il 4 maggio a Ceri go avendo avuta notizia che un reparto nemico di 30 galere era già uscito dagli stretti per corseggiare prima che vi giungessero le navi del Contarini. A Cerigo il Morosini fu raggiunto da 5 galere di Dalmazia e dai pontifici col Priore Bichi (2) e dai Cavalieri di Malta. Gli Ausiliari disponevano in tutto di 12 galere e 1 O Vascelli armati questi ultimi dalle famiglie della nobiltà Romana e dai Cardinali. Hussein, uscito come abbiamo visto in Arcipelago prima che giungessero ai Dardanelli i vascelli veneziani, fece rotta su Canea collo scopo di imbarcarvi gli immensi tesori che aveva accumulato negli anni durante i quali aveva comandato l'eser­cito turco di Candia (3). Si era poi sparsa nell'Armata veneziana la voce che Hus­sein da Canea, approfittando dei danni che l'Armata nemica aveva sofferto in seguito al fortunale che l'aveva colpita, aveva intenzione di proseguire per attaccare le isole Jonie e spingersi in caso favorevole anche in Adriatico. Ma Hussein ritornò in­vece nell'Alto Arcipelago toccando prima di tutto Negroponte. (1) Affondarono la galera dd Commissario Michiel e quelle Querini e Longo e la galeazza Cappello. (2) Il Bichi in questa campagna ebbe iI titolo di Commissario Generale per poter avere sotto iI suo diretto comando anche le galere di Malta; egli non ebbe la facoltà di alzare lo stendardo di Comandante Supremo. (3) G. BRUSONI: Opera citata. Libro XVI. pago 57.