CRONOLOGIA STORICA liior di luogo la cui novità sollevò gl’inglesi. Jacopo poco dopo diede dichiarazione con cui aboliva il Test e le leggi penali con obbligo ai vescovi di farla pubblicare nelle lor diocesi. Essendo stata ricusata da sette vescovi, furono inviati alla torre. Posti poscia in libertà mediante cauzione furono giudicati nella sala di Westminster il 29 giugno e se ne andarono assolti. Tutte le sette si adombrarono del pari della protezione accordata dal monarca alla religione cattolica. Lo statoder d’Olanda, genero del re Jacopo, lomento tali timori col mezzo de’ suoi emissari e dispose il popolo alla rivolta. Egli concertossi colle prime teste dello stato, promise loro soccorsi, e per mantenere la sua parola apprestò una flotta apparentemente destinata contra la Francia. Luigi XIV non si lasciò illudere : informato dal conte di Avaux, suo ambasciatore in Olanda, che quell’armamento aveva per ¡scopo uno sbarco dello statoder in Inghilterra, avverti il re Jacopo del pericolo che lo minacciava e gli offerì soccorsi capaci di preservarla da qualunque invasione. Questi non fé11 conto dell’ avviso che riguardava come un vano timore, e rigettò le offerte coll’ alterezza di uu principe che si crede in forze più che sufficienti per tener fronte a tutti i suoi nemici. Luigi compianse il suo accecamento e volendo prestargli servigio a suo malgrado, dichiarar fece all’Olanda eh’ egli prendeva per una infrazione della pace e per un insulto fatto a se stesso qualunque tentativo contra l’Inghilterra. Questa dichiarazione lungi di arrestar lo statoder Io rese più operoso per accelerar l’esecuzione de’suoi disegni. Finalmente l’anno 1688 questo principe avendo posto alla vela il mese di ottobre con cinquanta vascelli da guerra e quattrocento da trasporto, traendo seco un esercito di quarantamila uomini, sbarcò il i5 novembre (N. S.) a Torbay nel Devonshire. Scorsero alcuni giorni dopo lo sbarco senza che venisse raggiunto da veruno dei malcontenti. Se in tale intervallo il re avesse raccolte le sue truppe e condotte al nemico senza dar loro il tempo di riflettere, non è guari dubbio che non lo avesse astretto a rimbarcarsi ^ ma la diffidenza in cui egli era sulla fedeltà degli ufficiali del suo esercito lo fece rimanere nella inazione. Finalmente la nobiltà si arrese tosto sotto le bandiere dello statoder. Lo sfortunato monarca