538 CRONOLOGIA STORICA naturale loro posizione, come le acque ritornano al loro livello dopo una procella che le aveva disperse. La grande e la piccola nobiltà uscì dal caos ove giaceano confuse c si rimisero, ciascuna senza sforzo, al posto ad esse assegnato dalla costituzione dello stato. I pari rientrarono nella camera alta del parlamento; i vescovi repristiuati nelle loro funzioni vi presero egualmente posto, ed il buon ordine, tale quale poteva allora desiderarsi, succedette rapidamente ad un lungo c spaventevole disordine. Trovandosi ogni cosa all’incirca allo stato suo naturale, Carlo assicurato di regnar tranquillamente si fece incoronare colle ordinarie solennità il dì 23 aprile itìfii. Stavano molto a cuore di questo monarca gl’interessi della chiesa anglicana perchè giudicava le sue massime e la sua disciplina le più favorevoli allo stato monarchico. Per riunirvi le altre sette incaricò il parlamento, raccolto l’anno 1662, di rivedere i libri liturgici di cui usavano e correggerne i passi che potevano offenderle. Ciò eseguito, si stese l’atto di unifurmilà e Io segnò il re il 19 maggio. Questa operazione non ebbe tutto il successo sperato. Duemila ministri presbiteriani preferirono di rinunciare ai lor benefizii piuttostochè soscrivere un atto che li sottometteva al governo episcopale. Il 31 del mese stesso Carlo sposò l’infanta Caterina figlia di Giovanni IV re di Portogallo, la cui dote fu di trecentomila lire sterline in un alle fortezze di Tan-ger in Africa, e di Bombai nel regno di Visapour. Nel tempo delle sue disgrazie egli aveva fatto chieder la man'o di una delle nipoti del Cardinal Mazzarini che lo ricusò. Questo ministro quando Io vide salito in trono, gliela ol-lerse e fu ricusata alla sua volta. Il matrimonio non distolse Carlo da’ suoi amori nè lo indusse a congedare le sue favorite nè a moderare le spese eccedenti che gli portavano. I suoi lavoriti erano altrettante sanguisughe che fcrminavano d’ impoverirlo. Non osando chiedere al parlamento un sussidio a’suoi bisogni, prese il partito di vender Duukerqur al re di l'rancia per la somma di cinque milioni/ Questa vendita conchiusa il 27 novembre 1662 fu susseguita il 17 dicembre da quella di Mardick (Daniel), il tutto con molto rammarico della nazione inglese che con ciò si vide interamente esclusa dal continente.