DEI RE D’INGHILTERRA 545 più belle prerogative per regnare gloriosamente; ma la sua indolenza e l’amor dei piaceri spensero quasi che interamente i doni che aveva ricevuti da natura. Prctcndesi non aver egli mai detto una scioccheria nè fatto mai una cosa saggia. Sotto il suo regno il libertinaggio dello spirito e del cuore di cui diè esempi, succedette al fanatismo. Il vizio camminò a visiera alzata, e si fè beffe sfrontatamente della decenza e della onestà. Le profusioni di questo principe verso i suoi favoriti e favorite il rovinarono c il posero nella vergognosa necessità di far,, come si è già detto, fallire la nazione. Luigi XIV consapevole di tali bisogni e del rifiuto del parlamento a provedervi, profittò della circostanza per trarre quel principe al suo partito assegnandogli una pensione che gli fu esattamente corrisposta. Gli Inglesi che ne vennero a cognizione lo chiamavano il viceré di Luigi XIV. Tra i suoi figli naturali che furono molti, i più distinti sono Jacopo duca di Monmouth ; Carlo duca di Cleveland; Enrico duca di Grafton; Carlo Bcau-clerc duca di S. Albans, e Carlo Lcnox duca di Richmond. Carlo II non concesse altro incoraggiamento pegli artisti ed i letterati dalla sua stima in fuori; questa però da vero conoscitore che apprezzar sa i talenti. La società reale di Londra eretta nel 1660 lo riconosce a suo fondatore. Il tempio di San Paolo di Landra che non cede in grandezza e in magnificenza se non a quello di San Pietro in Roma, , fu cominciato sotto il suo regno nel i6j5 ma non ultimato che nel 1710 sotto quello della regina Anna. Prima di Carlo II le donne non si producevano sul teatro ma la loro parte era sostenuta da soli uomini. Un giorno impazientitosi il re perchè non ancora cominciava la rappresentazione, se gli le innanzi il direttore scusandosi col dire che la regina noti era ancora sbarbata. Carlo vide introdursi in Inghilterra le patruche benché fossero da molto tempo comuni in Francia. Alcuni che ostentavano divozione si scandalezzarono di quella moda .che parca loro così insopportabile come lo era stata quella dei capelli lunghi nel secolo XII. Ai lor occhi quella sembrava più rea perchè non era nella natura. Parecchi predicatori, spezialmente Puritani, si scagliarono veementemente contra le parruche, e per indicare l’orrore che ne provavano, affet-T. VI. 35