DEI RE DI PORTOGALLO ò'ig che la coite di Madrid dichiarò a quella di Lisbona il 4 gennaio 1762, de1 suoi motivi e delle sue conseguenze, non che della controdichiarazione che vi diede il re di Portogallo nel 23 maggio dell’anno stesso. Il Portogallo abbondava in vino e difettava di granaglie, perchè gli abitanti nemici per indolenza all’agricoltura, amavano meglio ricevere dall’Inghilterra i lor grani ed anche le loro farine che dedicarsi a quel penoso lavoro. Per astringerli a ricavare dalla fertilità del lor territorio la più necessaria delle derrate piuttostochè acquistarla dall’estero, il re con un editto dell’anno 1765 ordinò si abbattessero le viti dei dintorni del Tago, del Mondego e della Vecga, e il terreno fosse posto a semente. Non si eccettuarono che i soli vigneti vicini a Lisbona, ad Oyeras ed a qualche altro luogo (Busching). » Per quanto arbi-j) traria sembrar possa una tale ordinanza, era peraltro » assolutamente necessaria se si considera lo spirito del go-» verno e del popolo portoghese: e benché in generale le » leggi proibitive sembrino produrre una compulsione trop-» po forte, i bisogni dello stato possono però talvolta au-» torizzarle, specialmente in un paese così spossato e di-» pendente come il Portogallo. L’esito provò 1^verità del » fatto; poiché quantunque questo regno non possa ancora r> fornire quanto ba;‘r; alla sua piena consumazione, dipende » però oggidì molto meno dagli stranieri quanto a|l’im-» portazione delle sue granaglie {Lett. sur le Port.) ». Sino al regno di Giuseppe non c’era regno che più del Portogallo osservasse religiosamente la Bolla in coena Domini. Con dichiarazione 6 aprile dell’anno 1768 questo principe la soppresse, e con essa gl’ Ìndici che proibivano i libri. Due giorni dopo tolse all’inquisizione il diritto che si aveva appropriato ai invigilare all’impressione loro, statuendo a tal fine un consiglio composto di magistrati e di ecclesiastici sotto il titolo di Tribunale regio delle censure, al quale si deferirono tutte le cause concernenti il permesso e il divieto de’ libri. Finalmente con editto 20 maggio 1769, egli tolse il potere all’inquisizione interamente e la rese un semplice tribunale regio che non esercita nè può esercitare alti’autorità di quella gli vicn com-